100 chilometri del Passatore: impresa di Emilio Subiaco


emilio subiaco. Anxxur Time

Lo scettro della regina delle ultramaratone, andata in scena tra il 30 ed il 31 maggio, è rimasto, per la decima edizione consecutiva, nelle mani di re Giorgio Calcaterra, probabilmente il più forte specialista di tutti i tempi.

emilio subiaco. anxur time

Ma in questa 43^ edizione della “100 chilometri del Passatore” – disputata lungo un tracciato no stop tutt’altro che facile – un’altra bella pagina di sport è stata scritta con il sudore di un podista pontino, non nuovo ad imprese del genere. Atleta d’elite della “Podistica Terracina” e già detentore del titolo italiano di “Ultra Trail Lungo”, Emilio Subiaco si è presentato, insieme a circa 2.500 temerari giunti dai cinque continenti, ai nastri di partenza di questa classica delle grandi distanze, competizione che, a buon diritto, è considerata tra le gare più dure del mondo.

Gli sono bastate – si fa per dire – solo poco più di dieci ore per superare le mille insidie del devastante percorso, scalare la classifica di categoria ed annotare il proprio nome, dopo essersi logorato al tormento della vera fatica, nelle prime pagine del prestigioso registro dei finishers.

Un’autentica impresa, se si considerano anche i fastidiosi postumi di un disturbo fisico che, nel comportargli un imprevisto addebito di tempo, lo ha lasciato di poco fuori dalla zona premi.

emilio subiaco. anxur time

Irriducibile delle lunghe distanze, detentore di numerosi titoli italiani ed internazionali di varie discipline sportive, autentico specialista dell’endurance, campo nel quale eccelle ed è modello di riferimento, ha condotto a termine la corsa con quella consueta risolutezza che, nel tempo, è divenuta la sua cifra distintiva. Di più: il sigillo di famiglia; il segno di riconoscimento di tutte le imprese del “Subiaco team” il quale, al gran completo, non ha voluto far mancare al patriarca il proprio sostegno lungo l’intero tracciato che da Firenze conduce a Faenza.

È un risultato che ci riempie d’orgoglio – commenta il presidente Egidio Pagliaroli – raggiunto con un’umiltà ed una tenacia che solo chi conosce Emilio può davvero misurare in tutta la loro ampiezza. L’intera squadra – aggiunge poi soddisfatto – ha atteso il suo arrivo impaziente, sino a notte fonda, sperando di riuscire a trasmettere all’amico ultramaratoneta le energie necessarie per valicare quella linea fisica, costituita dal traguardo, che coincide anche con l’ideale confine che separa la normalità da una saggia follia!

 

 

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