Incendio doloso di un furgone, due ordinanze dopo l’indagine della polizia


Due ordinanze di custodia cautelare per l’incendio doloso di un furgone. Il rogo risale alla scorsa estate, e più precisamente alla notte in cui erano in corso i festeggiamenti della Madonna del Carmine. I fatti avvennero in pieno centro cittadino quando un veicolo utilizzato per lavori edili, parcheggiato a pochi metri dall’abitazione del proprietario, andò completamente in fiamme. Le indagini della polizia appurarono subito che il mezzo era stato incendiato. Nessun cortocircuito: gli investigatori parlano di «inneschi di idrocarburi». Le ricerche degli uomini del vicequestore aggiunto Bernardino Ponzo furono immediate. Il proprietario del camion, un operaio senza alcun tipo di problemi con la legge, utilizzava il veicolo per soli scopi lavorativi.

È la squadra anticrimine, dopo mesi di indagine, a chiudere il cerchio sui presunti responsabili. «Gli elementi che venivano acquisiti sia utilizzando metodi investigativi tradizionali che grazie ad attività tecniche – si legge in una nota diramata dalla questura – fornivano agli investigatori un quadro indiziario la cui matrice portava ad un probabile  “regolamento di conti” che una ditta concorrente aveva ordinato ai danni di chi era “subentrato” in un cantiere edile a prezzi più competitivi. Circa gli esecutori materiali, ad esito delle indagini, venivano raccolti solidi e incontrovertibili elementi a carico di un 23enne e di un 39enne, entrambi terracinesi già noti alle forze dell’ordine».

Concluse le indagini, il sostituto procuratore Marco Giancristofaro ha ottenuto dal gip del tribunale di Latina, il dottor Pierpaolo Bortone, le misure cautelari emesse. Uno, già ristretto agli arresti domiciliari; l’altro, già munito di foglio di via da Terracina con divieto di ritorno, obbligato quotidianamente alla presentazione alla polizia giudiziaria in un altro comune.

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