Riapertura del Montuno, il progetto “dimenticato” di Legambiente


Un grande rimpianto, un progetto rimasto inascoltato e che alla lunga avrebbe potuto fare del Montuno un’area verde all’avanguardia. Appare ormai destinata a fallire la proposta di Legambiente per la gestione del parco del Montuno. Che, dopo quasi dieci anni di chiusura forzata, si appresta finalmente a riaprire il prossimo 25 aprile. A contribuire alla riapertura anche l’impegno che da un anno a questa parte l’associazione ambientalista, col suo circolo terracinese “Pisco montano”, ha profuso per bonificare e rendere vivibile il parco.

Lo sfogo sui social per il Montuno

La riapertura – scrive Legambiente su Facebook – rende comunque soddisfatti. Ma rimane il grande rammarico di non essere riusciti a ottenere dall’amministrazione una risposta all’istanza di gestione. Come pure  di ottenere fiducia con un progetto di sviluppo e valorizzazione del parco non sia stato tenuto nella giusta considerazione. Ci sarebbe poi da aggiungere che in due anni Legambiente non è riuscita neppure a sedersi a un tavolo di concertazione col Comune. Eppure – insiste l’associazione – il progetto realizzato è stato considerato in modo unanime di valore, innovativo e moderno. Un piano di grande respiro, basato su un partenariato economico ampio «che avrebbe sicuramente garantito una prospettiva di riqualificazione e gestione del parco negli anni futuri molto più solida e duratura». A Legambiente resta la speranza di trovare nell’onestà intellettuale delle persone l’eleganza di riconoscere i meriti dell’associazione per la riapertura della “collinetta”.

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