Sette anni per uscire dal dissesto, ecco l’ultima firma dell’Osl


L’organo straordinario di liquidazione saluta il Comune. Il lavoro è concluso, il dissesto finanziario è alle spalle. Finalmente è il momento di respirare e ripartire. Martedì 17 aprile è una data che si ricorderà a lungo: è la liberazione del Comune di Terracina dal dissesto. L’atto finale è stato formalizzato nella sala giunta del Municipio col documento siglato dai commissari Ferracci (capo della OSL), Alicandro e Lanzeri per il ministero dell’Interno, dal sindaco Procaccini e dal dirigente Negossi per il Comune.

Sette anni di lavoro, Procaccini: «Adesso guardiamo avanti»

La firma del presidente Ferracci

Si chiude ufficialmente una pagina molto amara della storia recente della città, ma che ha comunque lasciato insegnamenti fondamentali sulla gestione della cosa pubblica e restituito dignità ad una comunità intera. «Con il passaggio di consegne di oggi – afferma il sindaco Procaccini – abbiamo sancito il riacquisto della piena “sovranità” cittadina. Ora il destino di Terracina è nelle mani di ognuno di noi e dobbiamo fare tesoro di questo incubo. Che, possiamo dirlo abbiamo trasformato in una speranza.

A Roberto Ferracci, Maurizio Alicandro, Teresa Lanzeri e Francesco Casaburi, consulente del Comune, va il grazie più sincero mio e della città di Terracina per lo straordinario lavoro svolto. Senza la loro dedizione, competenza e passione, difficilmente saremmo usciti dal tunnel. Oggi siamo padroni del futuro nostro e, soprattutto, di quello dei nostri figli». Procaccini conclude con una esortazione alla città: «Terracina deve rimanere questa. Una comunità capace di sentirsi tale e di condividere le scelte. Di competere per migliorare insieme e non trasformarsi in un agglomerato di furbetti dediti all’individualismo sfrenato e all’invidia sociale che reca solo danno. Siamo ripartiti, non possiamo e non dobbiamo più fermarci».

Il capo della Osl: «Pensavamo di aver visto tutto, e invece…»

Il dottor Ferracci, capo della Osl, ricorda come «in questi quasi 7 anni di lavoro a Terracina ci siamo trovati di fronte a situazioni e momenti drammatici, inverosimili nella tipologia e nella portata. Pensavamo di aver visto tutto nella nostra professione, ma qui siamo andati oltre. È stato un lavoro lunghissimo e complicato, con momenti di crisi vera e con enormi difficoltà tecniche. Ma siamo molto soddisfatti di essere riusciti a risolvere la situazione perché stando qui abbiamo conosciuto anche la parte più bella di Terracina e dei terracinesi, quella parte che meritava di essere aiutata a risollevarsi. Ora salutiamo Terracina e le facciamo il nostro augurio di riprendere il suo cammino con serenità e fiducia».

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