43° Roma-Ostia, emozioni forti per la Podistica Terracina


ASD Podistica Terracina.Da Sx Cinzia Bressan Rossella Baldasso Federica Francioni e Nataly Castrovilli. Anxur time

È stata più che convincente, come da consuetudine, la prova della “Podistica Terracina” alla 43^ edizione della Roma-Ostia: gara tra le più prestigiose del panorama sportivo internazionale. Nove gli atleti presenti ai blocchi di partenza, con il solito presidente Egidio Pagliaroli al seguito, attento a non lasciare nulla al caso e sempre pronto a dispensare buoni consigli, forte della sua trentennale esperienza in questa storica corsa.

In bella evidenza Matteo Cimaroli e Giulio Colandrea, atleti di grande tenacia, i quali, in barba alla solita prudenza della vigilia, hanno deciso di osare, spingendo forte sull’acceleratore e riuscendo a portare a termine un’energica progressione che è valsa loro il ragguardevole crono di 1:31.

L'Asd Podistica Terracina a Sabaudia. Anxur Time

Non è stato da meno Emilio De Fabritiis. Sempre pronto a dare battaglia, il nuovo acquisto della “Podistica Terracina” ha massimizzato gli sforzi dei lunghi e faticosi allenamenti invernali, lasciandosi alle spalle oltre 6.000 atleti giunti da ogni angolo del mondo.

Hanno colto un buon piazzamento di categoria anche Valentino Masci e Silviano Valenti, dimostrando di potere contare sulla grinta giusta per alzare ancora il tiro delle loro ambizioni.

Sempre nel segno dell’eccellenza la prestazione delle donne della “Podistica”. Fianco a fianco, fin sotto la linea dell’arrivo, Nataly Castrovilli e Federica Francioni. Le due compagne di squadra, risolute come sempre, hanno chiuso con onore e disinvoltura i 21 chilometri dell’impegnativo tracciato. Di grande pregio, naturalmente, anche le prestazioni di Cinzia Bressan e Rossella Baldasso, entrambe al traguardo con un tempo più che rispettabile. (nella foto grande da Sinistra Cinzia Bressan, Rossella Baldasso, Federica Francioni e Nataly Castrovilli)

Sono i primi momenti dopo l’arrivo, in genere, quelli più belli, quelli che un atleta ama più di tutti, dove, in un tripudio di colori, le grida di euforia coprono quelle di dolore, il sorriso della rilassatezza soffoca le smorfie della sofferenza, la calura dell’ultimo sforzo cede il passo alla pelle d’oca ed ai brividi di freddo. Solo chi ha corso la Roma-Ostia sa quanto festoso, caldo ed emozionante possa risultare quel breve percorso dopo il traguardo. Lì, in poche centinaia di metri, tra i volti annientati dalla fatica di migliaia di atleti e quelli sorridenti dei tanti volontari – che dopo averti coperto con le mantelline antivento, ti mettono al collo la medaglia da finisher – può accadere, talvolta, che il sudore si mescoli alle lacrime e che le sensazioni forti sfumino in poesia. Questo è successo domenica scorsa sul lungomare di Ostia, quando Giulio, dopo avere atteso all’arrivo Nataly, le ha chiesto di sposarlo, così come avviene nelle più belle storie d’amore, con tanto di domanda scritta sulla maglietta e dono dell’anello. A fare loro da cornice, quasi a proteggerli dalla curiosità degli astanti, i compagni di squadra: primi testimoni di una promessa d’amore eterno che è nata sotto i migliori auspici.

“Essere una squadra – premette il presidente Egidio Pagliaroli – non vuol dire avere la stessa maglia: non basta correre con gli stessi colori per dare un significato pieno al senso di appartenenza! Quello che serve – aggiunge serio – è la volontà di condividere davvero un percorso comune, in cui la vicinanza di idee, di valori e di sentimenti conti più delle mille diversità individuali!”

 

Share this post