“Occorre una vera politica del turismo”


terracina piazza municipio

Antonio D’Ettorre, operatore turistico, spiega le difficoltà che Terracina sta incontrando a causa di un’arretratezza sulla programmazione turistica. “Terracina  deve darsi  una seria  politica per il turismo – afferma D’Ettore – In tutti questi anni non c’è mai stata una politica per il turismo, mai è stato attuato un serio piano di sviluppo turistico, solo alcuni interventi sporadici e solo tante parole sotto la frase “citta’ a vocazione turistica”.

Ogni atto amministrativo si deve porre la domanda “questo atto serve per lo sviluppo turistico della città?”
Il turismo deve essere il volano di tutta l’economia cittadina, una crescita delle presenze, e un allargamento della stagionalità. Tutto questo sviluppa l’occupazione e dà lavoro a tutti i settori, non solo quello turistico ma all’agricoltura, pesca, commercio e servizi.

Molti parlano di turismo, in maniera generica, nessuno é in grado di dire come sviluppare il turismo e mai si è espresso un assessorato  al turismo proveniente da questo settore.
Pertanto questa decandata “vocazione turistica” è rimasta sempre una parola vuota, nessuna  amministrazione comunale nella pratica  ha mai saputo riempirla di contenuti.

Dobbiamo affermare lo sviluppo del turismo sulla Riviera di Ulisse, perché non bisogna parlare solo di Terracina, ma dell’insieme della Riviera di Ulisse, oggi non è una città da sola che fa attrazione ma un territorio.
Siamo  vincenti se tutta la riviera  si afferma sui mercati turistici  nazionali ed internazionali. Oggi la destinazione Terracina e Riviera di Ulisse è ferma, mentre le altre località si promuovono, creano iniziative, partecipano a fiere del turismo, organizzano educational tours, con agenti di viaggio e giornalisti del settore. Noi siamo fermi, non ci promuoviamo  e  senza promozione nessuno ci conosce e nessuno conosce il prodotto turistico, di cui siamo in grado di esprimere.
Il meccanismo degli anni ’60/’70 caratterizzato  con gli arrivi per  villeggiature dalle citta’ piu’ vicine, come Roma, Napoli e la provincia di Frosinone, basato sui classici periodi estivi di ferie delle famiglie, è andato esaurendosi con gli anni.
In pratica negli anni passati abbiamo vissuto  una caduta naturale di queste citta’. Questa tendenza oramai  da alcuni anni si e  esaurita e non e’ stato sostituita da altri flussi, nazionali ed internazionali, perchè le amministrazioni comunali non hanno fatto niente per cercarli.
Quello che è stato fatto è solo per iniziative solitarie di tour operator  locali, come quello sul mercato di lingua russa e su quello della  scandinavia.
Flussi che a differenza del mercato turistico italiano chiedono altri servizi rispetto alla clientela italiana e  che ha trovato la citta’ di Terracina e le altre citta’ della riviera impreparate. Le amministrazioni comunali ed in generale le istituzioni, le categorie dei commercianti e gli albergatori, prima  non avevano capito che l’industria del turismo non sopravvive per caduta naturale se non la si supporta con interventi di promozione, solo da pochi anni comincia a farsi strada l’idea di fare promozione. Parola fino a poco tempo fa  alquanto sconosciuta sulla riviera”.

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