Daniele Cervelloni ufficializza la sua candidatura


Daniele Cervelloni, 40 anni, avvocato, prossimo candidato alla carica di consigliere comunale a Terracina, ufficializza la sua candidatura nelle file del Pd.
Dopo diversi anni di impegno, prima con l’associazione Terracina Rialzati e poi in SEL, è arrivato anche il momento di candidarsi alle prossime amministrative. Come vivi la vicenda e cosa ti ha spinto a scendere in campo proprio nelle file del Partito Democratico?
«Con Terracina Rialzati ho imparato ad amare questa città apprezzandone la storia, la bellezza e le sue tradizioni. Con SEL e Vittorio Marzullo a difenderla dalla cattiva politica.
Sulla mia candidatura l’interesse è stato proprio quello di fornire alla città la prospettiva di un modello amministrativo alternativo rispetto a quello offerto sino ad oggi dal centro destra. Ed in questo, il programma del Partito Democratico, risulta essere il più confacente alla mia visione delle cose.
L’unico grande rammarico è vedere ancora una volta la sinistra divisa e non attiva in questa città. Su questo ci sarà sicuramente tempo e modo per analizzare la situazione che, ad oggi, mi sembra un vero e proprio isolamento politico privo di qualsiasi costrutto ed utilità».

Parli di un nuovo modo di governare. Quali sono gli elementi in cui si dovrebbe distinguere il vostro modello rispetto al passato?
«In questo ci sono pochi dubbi. La prospettiva che noi vorremmo offrire a Terracina, oltre l’onesta e la competenza dei consiglieri e degli assessori, è quella della trasparenza amministrativa, della partecipazione popolare e, soprattutto, di un modello gestionale innovativo al cui centro vi siano le idee e i cittadini.
Il passato ci ha offerto uno schema ad oggi non più sostenibile; un “modus operandi” basato sull’autoreferenzialità politica della classe dirigente di centro destra che ha pensato più a governare per le sue logiche interne che per i bisogni e le necessità del cittadino».

Quali saranno gli elementi portanti del tuo impegno politico?
«Innanzitutto la legalità quale concetto generale inteso sia come difesa del territorio dalle infiltrazioni malavitose sia come legalità nell’ambito del procedimento amministrativo; poi la trasparenza e la sicurezza.
Tre concetti che possono sembrare ovvi ma che in una città come Terracina rischiano di non esserlo del tutto. Faccio un esempio: nella scorsa consiliatura, con il circolo di SEL, siamo dovuti intervenire più volte attraverso lo strumento dell’esposto in quanto l’allora maggioranza non si curava di rispondere alle interrogazione consiliari e/o qualunque sollecitazione scomoda che provenisse dalle opposizioni. Pensate, ancora attendiamo risposte su tematiche di grande rilevanza come immondizia e gestione del Tempio di Giove. Un atteggiamento, contrario alla legge, allo Statuto comunale, al regolamento comunale e ad un modello amministrativo definito, appunto, democratico.

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Nello stesso senso, non va sottaciuta l’importanza della trasparenza. Anche qui come esempio negativo va citata l’Azienda Speciale, un vero e proprio muro di gomma dove è quasi impossibile accedervi per reperire informazioni su figure, posizioni e decisioni assunte dagli organi di gestione.
L’impegno generale è quello di lavorare per un’amministrazione che renda tutto più trasparente e fruibile. Chi governa bene non ha bisogno di nascondersi».

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