Pietro Palmacci e Amanda Feuda candidati con Forza Italia, uniti dalla stessa determinazione e passione politica


Pietro Palmacci, classe 1968, consigliere comunale uscente, un impegno politico fatto di passione e di battaglie portate avanti con determinazione come quella della ingiusta ed iniqua tassazione locale, della lotta agli sprechi, per la lacunosa pubblica illuminazione e contro il bando dei rifiuti “perché è inconcepibile che il cittadino differenzia e i benefici della raccolta differenziata, che devono tradursi in un risparmio in bolletta per i terracinesi, vengono incassati dalla società che gestisce il servizio”.

Per il futuro Palmacci vede come priorità minimizzare l’imposizione fiscale a livello locale soprattutto per le attività produttive, vera fonte di ricchezza del territorio: “adesso dobbiamo impegnarci ad uscire dal dissesto al più presto, per fare in modo che i terracinesi non scontino, più di quanto già hanno fatto, le conseguenze dello stesso. Uscire dal dissesto vuol dire abbassare le imposte come le addizionali Irpef, modulare Imu e Tasi e tagliare drasticamente la tassa per l’occupazione del suolo pubblico che è un vero e proprio massacro soprattutto per i pubblici esercizi”.

Poi ci vuole una visione organica della città: “non basta più un programma da qui alla prossima elezione. Ci vuole un progetto e una visione di sviluppo per i prossimi 20 anni”. Questo non vuol dire non dare importanza alle piccole cose come può essere la buca stradale ma organizzare con un criterio corretto tutti gli interventi dei lavori pubblici: “non è possibile che appena si sistema un manto stradale, arrivano Acqualatina, Enel, Telecom e Italgas che, anche nei lavori già programmati, non ripristinano lo stato iniziale dei luoghi (visto anche il regolamento esistente). Anche questo è uno spreco. Una volta dato un metodo, queste saranno cose di cui non ci dobbiamo preoccupare, perché per la buca o per la lampadina che non funziona saranno gli uffici preposti che si attiveranno automaticamente”.

“Il nostro compito – conclude Palmacci – è pensare ad una visione più ampia di sviluppo dal punto di vista urbanistico, della viabilità, del turismo e fare rete dei comuni limitrofi: solo così Terracina si salva”.

Amanda Feuda ha 31 anni, laureata in Scienze Politiche con specializzazione in Analisi delle Istituzioni Internazionali all’Università La Sapienza, condivide la stessa determinazione di Pietro Palmacci e, anche grazie agli studi fatti, si è sempre interessata dei temi della città con passione.

“Sono sempre stata a Terracina, non sono mai voluta andare via. Ho fatto la pendolare per studiare e ho vissuto i disagi dei ragazzi che, nonostante tutto, scelgono la propria città. E’ per questo che voglio dare una mano e impegnarmi”.

“Ho deciso di candidarmi con Gianluca perché ha un obiettivo molto chiaro che è quello di partire dalla risorse che ha Terracina per rilanciare la nostra economia. Condivido con Pietro l’impegno per aiutare le imprese locali senza le quali la città non ha possibilità di sviluppo”.

E poi la tematica dei giovani, “il futuro di Terracina passa per i giovani, senza di loro la città non va avanti. Per questo investire sulla formazione è fondamentale, portare a Terracina una sede del Caboto e una dell’istituto agrario può essere davvero un’opportunità per tanti ragazzi che poi avrebbero la possibilità di mettere a frutto le proprie competenze nelle nostre imprese, rilanciando la nostra economia”.

L’economia della città passa anche per il turismo e per rendere Terracina attrattiva “si deve partire dal basso, dalle cose semplici che sono il biglietto da visita della città come la viabilità e il decoro urbano”.

“E’ bastato qualche weekend di bel tempo per mandare al collasso la viabilità cittadina. I turisti arrivano in macchina e non sanno dove parcheggiare. Bisogna ripensare completamente la mobilità del centro a partire dai parcheggi. Per esempio in zona stazione, lì si potrebbe realizzare un parcheggio con navette che collegano al centro. Lo stesso vale per la zona di via Antonelli, c’era un parcheggio molti anni fa perché il Comune gestiva un terreno privato adesso la zona è abbandonata al degrado”.

A proposito di degrado, il Comune dovrebbe pensare ad un incentivo per la ristrutturazione dei palazzi storici del centro: “una città che vuole presentarsi come zona turistica di alto livello, con alberghi a quattro stelle, non può avere un centro storico con le facciate dei palazzi decadenti. Adesso i turisti sono esigenti, è giusto che se scelgono Terracina per le loro vacanze, vogliono una meta all’altezza delle loro aspettative. Dobbiamo scardinare la vecchia idea di turismo ed entrare nell’ottica che bisogna rendere Terracina una città attrattiva per i visitatori”.

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