Daniele Cervelloni: “La cultura al centro del nostro programma”


In questi giorni con l’inaugurazione del Palazzo della Bonificazione Pontina a Terracina si parla molto di cultura. C’è chi invece ha messo lo sviluppo del nostto patrimonio artistico e culturale sempre al primo posto. Daniele Cervelloni interviene su un tema oggi ricorrente con una proposta concreta.
“A Terracina va fatto tutto il possibile per tutelare, conservare e valorizzare i beni culturali intesi sia come beni ambientali sia come beni storici. Mi impegnerò, col partito Democratico, a spingere in regione per l’approvazione del Piano Regolatore del Parco dei Monti Ausoni e del lago di Fondi.
Dall’altro, con i progetti sulla musealità integrata e dell’innovazione tecnologica applicata ai siti di interesse culturale e paesaggistici.
Il nostro centro storico è una risorsa da valorizzare anche in prospettiva economica: metterlo a regime in maniera sapiente garantirebbe sviluppo e posti di lavoro oltre che potenziamento della nostra offerta turistica.
Per fare questo dobbiamo invertire la tendenza con nuovi modelli gestionali del patrimonio che sappiano coniugare efficienza, fruibilità ed economicità. Un modello che includa tutti i reperti storici presenti in città (circa 4000) sotto la direzione sapiente di una figura tecnica dotata di notevole competenza e capacità scelta attraverso un concorso pubblico”.
Nel passato con Terracina Rialzati ha fatto un ottimo lavoro sulla cultura. Stai continuando o hai interrotto la tua collaborazione?
“Assolutamente no. Abbiamo presentato diversi progetti nell’ultimo anno e alcuni sono in attesa di una risposta importante da parte dell’Ente.
Siamo l’unica associazione di Terracina che ha un progetto culturale che guarda non all’evento inteso come singolo momento ma alla costruzione di una migliore coscienza ed una più sapiente e moderna gestione dei beni culturali (sul sito è scaricabile in pdf il “Piano di Intervento Culturale 2016 ver. 4.0”).
Tra le ultime cose fatte, la proposta delle restituzione della statua dell’imperatore “Antonino Pio”, portata Roma negli anni ’50 dalla Soprintendenza per l’assenza di un museo appropriato dove custodirla. In tal senso abbiamo aperto un dialogo con le Istituzioni nazionali per riportare Terracina ad essere il centro culturale pulsante della nostra Provincia. Un risultato che ci piacerebbe si integrasse con l’apertura del nuovo polo museale al Palazzo della Bonificazione Pontina, fiore all’occhiello di valore simbolico per una città che vuole ricominciare a parlare di beni culturali”.

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