A scuola “per non dimenticare”, alla Don Milani si ricordano le vittime di Foibe e Shoah


Un incontro per condividere impressioni,  emozioni e riflessioni sul viaggio della Memoria che ha reso  24 ragazzi della Scuola Secondaria Don Milani di Terracina “ambasciatori di Pace”. Un momento per rivivere le emozioni attraverso  il confronto avvenuto qualche giorno dopo a scuola sulla forte e significativa  esperienza.  Strumento imprescindibile la parola e la tecnica della scrittura collettiva sul modello praticato da Don Milani: il risultato un testo corale letto dai ragazzi ad alta voce  mentre sullo sfondo scorrono le immagini del viaggio e della visita al campo di Auschwitz-Birkenau.

Una pennellata di emozioni legate all’attesa:“ …ricordo di quel giorno l’inquietudine del viaggio verso Auschwitz. Guardavo fuori  dal finestrino e vedevo un bosco grigio che quasi si confondeva con il cielo, reso ancora più confuso e macabro da un velo di nebbia che avvolgeva l’interno”.  Poi la descrizione dei blocchi, oggi Museo, “Guardare le foto dei deportati è stato speciale, guardandoli negli occhi si intravedevano anime vuote e in alcuni casi era visibile una lieve speranza…I loro occhi erano stanchi e tristi.” E ancora “La parte che mi ha colpito di più sono stati i blocchi con le scarpe e i capelli di quella povera gente, appena li ho visti mi sono resa conto di quanto noi siamo fortunati, che ci lamentiamo se qualcosa non va, che a volte pretendiamo troppo”.

La consapevolezza e i buoni propositi che un viaggio di questa portata aiuta ad elaborare ” Questo viaggio ti cambia dentro, mi ha fatto capire che nella vita tutto, ogni singola cosa e ogni singolo oggetto vanno apprezzati …”Per me è stata un’esperienza, per riflettere e per trovare il senso profondo delle nostre esistenze, per cercare dentro di noi quella forza e motivazione che ci sorregge e ci fa andare avanti nonostante le difficoltà, senza abbatterci mai.” Per non dimenticare ”non è una frase fatta che va solo pronunciata ma soprattutto messa in pratica se si vuole veramente mantenere vivo il ricordo e non permettere che tali atrocità vengano ripetute”

Un richiamo all’olocausto delle foibe  e la volontà di ricordare in modo libero due momenti  storici uniti dal dolore provocato sull’uomo dall’uomo stesso. Ricordare e avere Memoria sempre di ciò che è stato ma con la speranza che una “farfalla gialla voli sempre sopra i fili spinati” come invoca la Segre  : è l’elemento che accomuna le due opere realizzate dal prof Abbate e raffiguranti i fili spinati dei campi di sterminio e le crepe grigie del suolo per le foibe. La farfalla gialla realizzata in 3D  nel laboratorio delle arti del nostro istituto curato dalla prof.ssa Ceccarelli è il simbolo della tecnologia che quando si unisce alla poesia diventa bellezza. La bellezza del mondo e della diversità dei popoli  cantata dai ragazzi del pon in lingua inglese diretti dalla prof.ssa Forte: “What a wonderfull world”  è il messaggio di speranza e ottimismo con cui si chiude l’incontro.

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