A spasso nella storia, un nuovo cammino. L’iniziativa di Colline di Santo Stefano


Lanciamo la sfida! Favorire la transizione verso la sostenibilità dei sistemi locali nell’area interprovinciale (Frosinone e Latina), arricchendo l’offerta turistica-storico-artistico-culturale e ambientale-paesaggistico-sportiva con la finalità di promuovere un turismo sostenibile per 365 giorni l’anno, che sia soprattutto a disposizione dei residenti e non costruito a loro discapito.

L’idea è quella di costituire un nuovo Cammino che ripercorra il tratto laziale dell’antico confine tra Stato Pontificio e Regno Borbonico.

L’area interprovinciale coinvolta (area sud provincia di Latina e provincia di Frosinone) ha un ricco patrimonio artistico, culturale e paesaggistico ed è caratterizzata da zone rurali, città densamente abitate ricche di monumenti storici e zone extraurbane prevalentemente adibite a produzione agricola. L’area presenta un’ampia zona collinare/boschiva, in gran parte ricadente nel Parco Regionale Naturale dei monti Ausoni e lago di Fondi. In questa zona il turismo culturale è scarso e, in parte di essa, è presente un forte turismo balneare. In tutta l’area esiste una discreta presenza turistica dovuta ad una buona residenzialità turistica dedicata (seconde case). Lo stato di fatto non consente un discreto flusso turistico per tutto l’anno in modo da garantire i sufficienti fatturati per le imprese turistiche dell’intera area. La promozione turistica non coordinata di ogni paese o città non agevola la necessaria crescita.

Sappiamo bene che per garantire continuità dei flussi turistici è necessario puntare sui visitatori che amano coniugare la loro vacanza con le attività sportive e all’aria aperta (questo tipo di turismo rappresenta circa il 10 % del totale dei flussi turistici), oppure su quelli appassionati del patrimonio artistico-storico-culturale. L’attività sportiva è collegata anche al nostro benessere, per cui una motivazione ad un viaggio può essere semplicemente la voglia di fare una attività fisica per aumentare il proprio benessere o il desiderio di sperimentare un contatto unico con la natura in tutti gli sport legati all’aria aperta. L’esperienza turistica può inoltre essere coniugata in modo intelligente all’esperienza della scoperta del territorio e del suo patrimonio storico-ambientale, tangibile e intangibile. Questo tipo di turismo non è relegato ad una sola ‘stagione’ ma si può praticare gran parte dell’anno, con una offerta de-stagionalizzata in grado di completare le proposte turistiche delle nostre città.

Lavorare quindi per diventare un polo attrattivo interprovinciale per un turismo di qualità, fatto di ospiti che amano le colline e la storia, è la sfida che intendiamo lanciare. Creare infrastrutture (sentieri, aree attrezzate, ecc) che saranno anche a disposizione delle scuole per attività formative all’aperto, delle associazioni sportive locali e di tutta la comunità con apprezzabili benefici per i giovani, con nuove opportunità lavorative, e per le imprese locali dedite al turismo. Darebbe un ulteriore contributo valorizzare e promuovere le varie reti sentieristiche di ogni Comune agevolando, anche con aiuti economici, la capacità di fare rete delle varie associazioni locali.

Per esempio a Terracina, in partnership con diverse associazioni, abbiamo messo a sistema una rete sentieristica locale di oltre 60 km nel territorio comunale, certificandola CAI, per consentire di beneficiare del nostro patrimonio boschivo e per ripercorrere antiche vie storiche. Abbraccia ad arco tutta la città, da monte Leano a Torre Canneto, passando per Santo Stefano e Campo Soriano. I percorsi sono ad anello e collegati tra di loro, così sarà sempre possibile “costruire” la passeggiata in funzione delle proprie competenze e resistenza fisica. I vari punti di accesso in quota e dal centro storico rendono l’intera rete sentieristica interessante sia per gli amanti di tranquille passeggiate di pochi km vicino la città, sia per i camminatori più esperti che potranno cimentarsi con percorsi più impegnativi per oltre 25/30 km.

I tracciati permettono di incontrare formazioni calcaree, hum, panorami, antiche cisterne, carbonaie e doline di rara bellezza. Oltre a soddisfare le passioni degli amanti del trekking e dello sport all’aria aperta (biker, scalatori, speleologi, ecc), la rete sentieristica è in grado di coinvolgere gli appassionati del patrimonio storico-artistico-culturale, considerata anche la possibilità di ripercorrere il tratto insistente nel Comune di Terracina dell’antico confine tra il Regno Borbonico e lo Stato Pontificio.

Sono convinto che la sostenibilità dei Sistemi locali non può prescindere da un «Approccio di Sistema ai caratteri distintivi» degli stessi.

Un sistema locale (Comune, Provincia, Regione, ecc) può dirsi “sostenibile” solo se si dota di un progetto a lungo termine che tenga conto della qualità della vita dei suoi cittadini e contestualmente degli aspetti economici, sociali e dell’ambiente.

Forti di questa convinzione, per iniziare, l’Associazione Le Colline di Santo Stefano ha voluto «accendere un faro» sulle Colline di Terracina, presentando un progetto in risposta ad un bando regionale, finanziato con 31 mila euro. Questo perché di tutti i caratteri distintivi di questa città, le colline rappresentano il territorio più degli altri lasciato indietro. Per noi è chiaro che per favorire la transizione verso la sostenibilità di un sistema locale, dobbiamo dare voce a tutti i suoi territori, tutti i suoi caratteri distintivi, integrarli in un approccio di sistema per un progetto a lungo termine. Nessun territorio escluso altrimenti la sfida è persa in partenza (come supporto promozionale è stato è stato creato il sito web www.collinedisantostefano.it e realizzato un virtual tour).

Siamo convinti che i territori collinari dell’area interprovinciale coinvolta siano uno dei caratteri distintivi che più degli altri aiuterebbero ad interconnettere l’intero sistema in un unico progetto a lungo termine. Questo perché sono attraversati dai sentieri (storici e antichi tratturi) che nel tempo non solo hanno unito fisicamente le varie comunità, ma hanno anche rappresentato un’interconnessione sociale.

Accordi di rete, eventi, attività sportive, passeggiate storiche culturali e progetti PON/Erasmus gestiti dalle scuole locali saranno nel tempo le iniziative in grado di promuovere le città e i paesi nell’area interprovinciale coinvolta, su scala nazionale e internazionale, per una nuova forma di turismo e più in generale per la transizione verso una sostenibilità sociale ed economica.

Si potrà nel futuro, con un po’ di buona volontà, lavorare anche allo sviluppo dell’intero percorso di questo antico confine, tramite la promozione di un tavolo di lavoro tra gli enti Parco Monti Ausoni e Parco Nazionale degli Abruzzi, le Regioni Lazio, Abruzzo, Marche e il CAI, questo al fine di arrivare a costituire nella sua completezza il Cammino dell’antico confine Pontificio/Borbonico, con punto di partenza Terracina e punto di arrivo Porto D’Ascoli (Marche).

Nel loro insieme, il Cammino dell’antico confine Pontificio/Borbonico (che andrebbe ad intersecare il Cammino di San Benedetto e a Rieti il Cammino Francescano), il passaggio della Via Francigena del sud e il Cammino Appia Regina Viarum renderebbero questa area interprovinciale meta di un enorme potenziale di flussi turistici culturali.

Il progetto può prendere avvio, opportunamente guidato da un Ente capofila, dal coinvolgimento di una rete di associazioni interessate a salvaguardare il patrimonio storico-artistico-culturale e ambientale-paesaggistico-sportivo, con l’intento di promuovere attività all’aria aperta, un turismo sostenibile per 365 giorni l’anno e, non ultimo, potenziare il controllo dell’ambiente boschivo.

Vi lascio con una domanda finale: è possibile che le nostre città possano puntare sempre di più verso uno sviluppo integrato di area, ognuno contribuendo con le proprie peculiarità, date dalla storia dei centri storici, dai territori interni, dal mare e dalle zone periferiche agropastorali? Secondo me si può!

 

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