Acqua pubblica, il meetup Terracina 5 Stelle lancia la petizione


Non è un caso che il motto scelto quest’anno per la Giornata Mondiale dell’Acqua 2019 sia “ nessuno deve rimanere indietro”. Lo stesso motto portato avanti dal Movimento 5stelle in tutte quelle azioni che contrastano le disuguaglianze. E proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua il Movimento Cinque Stelle ha voluto aprire una riflessione sulla gestione pubblica e partecipata delle risorse idriche in Italia, cercando di interrogarsi sulle modalità di investimento adeguate per garantire un servizio efficiente nel nostro Paese.

«Ricordiamo – si legge in una nota del Terracina 5 Stelle – quanto dichiarato dall’ONU: l’acqua è un bene primario ed inalienabile. Ci sono famiglie in Italia che non hanno accesso all’acqua potabile, altre a cui viene razionata. Nel mondo oltre 2 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua. Eppure c’è ancora chi parla di privatizzazione. L’accesso all’acqua è un diritto fondamentale dell’uomo e per questo va tutelato. Occorre, inoltre, ripensare ad un utilizzo sostenibile di questa risorsa, oggi forse più di ieri, viste soprattutto le problematiche relative alla crisi idrica che sta colpendo l’Italia e non solo. Il recente rapporto dell’Onu conferma che, a causa del cambiamento climatico, entro il 2030, quasi la metà della popolazione mondiale vivrà in aree ad alto stress idrico. L’ACQUA PUBBLICA che significa gestione pubblica e partecipata dell’acqua fuori da logiche di mercato, oggi è diventata una sfida globale che molti Paesi nel mondo hanno già vinto. Negli ultimi 15 anni i passaggi al pubblico sono stati 235 e hanno interessato 37 Paesi dei quali 130 europei. La ripubblicizzazione è un fenomeno in forte crescita che si concentra soprattutto in Francia e questo è interessante perché è il paese che in passato ha più privatizzato. L’esperienza di Parigi, che nel gennaio 2010 ha tolto alle multinazionali Veolia e Suez la gestione della rete idrica di Parigi, risparmiando 35 milioni di euro l’anno e riducendo dell’8 % della bolletta dell’acqua, ha avuto un ruolo fondamentale nell’ imprimere una spinta verso l’acqua pubblica.

Le motivazioni della ripubblicizzazione sono le stesse in tutto il mondo. Il privato è molto bravo a promettere ma molto meno a mantenere, quindi abbiamo problemi che vanno dalla corruzione, alla mancanza di trasparenza, bassa qualità del servizio, sottoinvestimenti e aumento delle bollette. Si tratta di un tema di grande importanza che in Italia è affrontato dalla proposta di legge a prima firma Federica Daga, portavoce del Movimento 5stelle. La proposta di legge “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” alla sua la terza legislatura di “gestazione”, è all’esame della Commissione Ambiente della Camera a partire da fine ottobre. Ricordiamo che il testo nasce dalla legge di iniziativa popolare presentata nel 2007 dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua col sostegno record di oltre 400mila cittadini, poi nuovamente depositato nel 2013 dall’intero gruppo per l’acqua bene comune. Questa legge rappresenta una totale inversione di tendenza: promuove una gestione del servizio interamente pubblica, partecipativa, ambientalmente sostenibile, con tariffe eque per tutti i cittadini garantisce gli investimenti fuori da qualsiasi logica di profitto. E sancirà l’“incondizionabilità finanziaria” dell’accesso all’acqua, rendendolo finalmente un diritto. Ribalta la finalità della gestione del servizio, quindi non più a scopo di lucro, cui sono finalizzate economicamente e giuridicamente le società di capitali che hanno attualmente in mano le più grosse fette del mercato, ma finalizzata esclusivamente alla fornitura (di qualità) di un servizio essenziale. Sono comprensibili le reazioni scomposte da parte delle multinazionali dell’acqua, per anni favorite da una certa politica. Quella politica che ha occupato e continua ad occupare ruoli di potere all’interno delle stesse società o partecipate e che sta oggi costruendo una narrazione allarmistica e distorta intorno a questa legge, con il solo intento di far passare un’ideologia per cui il mercato è l’unico regolatore della società. Eppure questa ideologia è stata già sconfitta con il referendum del 2011. 27 milioni di italiani hanno deciso che l’acqua è pubblica e tale deve restare, fuori da quelle logiche di mercato che hanno favorito solo le tasche di chi la gestisce.

Eppure da quel 2011 ad oggi sono stati approvati numerosi provvedimenti che incentivano solo la privatizzazione del servizio idrico integrato con conseguenze tutte negative: le tariffe sono aumentate, mentre si è assistito ad un rallentamento degli investimenti da parte dei gestori e ad un progressivo peggioramento del servizio in tantissimi territori con “reti colabrodo e depurazione e fognature che non vanno”, fino alle procedure di infrazione dell’UE. Non sarà un percorso facile nè esente da ostacoli, quello che ci auguriamo è di essere travolti dal cambiamento che sta già avvenendo in molti paesi europei, anche se, occorre citarlo, l’Unione Europea sul tema rimane cieca e schierata dalla parte delle lobby delle multiutility dell’acqua. Lo dimostra l’ultima azione della commissione Ambiente del Parlamento europeo che ha approvato un testo che “promuove l’accesso” ma non accoglie le richieste di cittadini e una parte dell’Assemblea che chiedevano il riconoscimento dell’acqua come “bene comune”. L‘Unione Europea non riconosce l’acqua pubblica come un diritto umano universale. Per queste ragioni l’unica differenza potranno farla solo i cittadini trasformandosi in quel cambiamento e non rinunciando a lottare a sostegno dell’unica forza politica da sempre dalla parte dei cittadini. Il nostro impegno sul territorio, come attivisti del meetup Terracina 5 Stelle, sarà proprio quello di attivarci già da domenica 7 Aprile, in Piazza Garibaldi, con una raccolta firme per la presentazione di una mozione di iniziativa popolare cui chiediamo a voi cittadini di aderire in massa, al fine di sensibilizzare l’Amministrazione Comunale su questo tema».

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