Acqualatina e cassa integrazione, l’allarme di Marcuzzi


«Acqualatina pronta a chiedere la cassa integrazione per i suoi dipendenti, una cosa non corretta verso gli stessi dipendenti, i consumatori e tutti i contribuenti Italiani». La notizia arriva dall’assessore all’Urbanistica del Comune di Terracina Pierpaolo Marcuzzi.

«La società – scrive Marcuzzi – cavalcando l’onda di quei Sindaci che in maniera scellerata hanno invitato i propri concittadini a non pagare le bollette ha pensato di mettere più di 300 dipendenti in cassa integrazione. Chi può le bollette le deve pagare, almeno i servizi non hanno problemi e chi non può ha più tempo per farlo. Se tutti non pagassero si blocca il sistema, è inconcepibile al momento.  In questo periodo di crisi non c’è stata la sospensione delle bollette, ma solo dei distacchi ai morosi fino al 03 aprile che sicuramente seguiranno il Decreto Coronavirus  fino al 13 Aprile. I gestori di Luce, Gas, Acqua e telefonia continuano ad erogare i loro servizi e continuano a inviare le bollette in base alle tariffe approvate.

Oggi Acqualatina lamenta un calo di incassi nel mese di marzo del 50%, è normale con metà delle poste chiuse  e tutti i bar chiusi, ci sono pochi modi per pagare, poi va considerato che la gente ha paura di uscire, in posta ci sono code per le pensioni e quindi almeno un 75% di chi non ha pagato pagherà nel breve. Ad oggi la Società  ha risorse per pagare gli stipendi per 3 mesi senza fare incassi, ma visto che nel mese di stop a tutte le attività il 50% l’ha incassato, sicuramente incasserà il 50% anche ad aprile e andrà ad aumentare gli incassi nei mesi futuri, quindi potrà andare avanti tranquillamente 7/8 mesi senza avere problemi nel pagare gli stipendi e le utenze, poi si vedrà. Le bollette non pagate oggi saranno pagate domani, perché chi non le ha pagate sarà sollecitato e messo in mora.

Mettere 300 dipendenti in cassa integrazione anche se al 50% creerà disagi nei servizi, agli stessi dipendenti che percepiranno meno soldi e alle tasche dei cittadini che dovranno ugualmente pagare le bollette per servizi non ricevuti al 100%. L’acqua arriverà ugualmente? Forse, si avvicina l’estate, se ci fosse una crisi idrica che si farà con il personale in cassa integrazione? Le bollette dei cittadini sono titoli, Acqualatina se tra 7/8 mesi si dovesse trovare in difficoltà per pagare i dipendenti potrà cedere il credito a qualche istituto bancario e avere liquidità per continuare a pieno regime la sua attività. Perchè tutta questa fretta di aderire alla cassa integrazione? Perché non convocare i sindaci ma solo il cda? Perché ha già comunicato ai dipendenti la decisione di metterli in cassa integrazione senza avere l’assenso del cda che ancora non si è riunito? Una società pubblica privata deve lasciare la cassa integrazione a tutte quelle attività che oggi hanno le serrande abbassate e non approfittare degli aiuti di stato. Spero vivamente che la parte pubblica rappresentata dai Sindaci e dal cda rimandi al mittente la proposta di mettere oltre 300 persone in cassa integrazione, al momento non è necessario».

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