Al Bianchini l’alternanza scuola-lavoro che funziona: ecco i chimici


Nonostante le perplessità che ha suscitato fin dalla sua introduzione come percorso obbligatorio nella formazione degli studenti italiani, l’alternanza scuola-lavoro è ormai una realtà consolidata ed imprescindibile del nostro sistema scolastico. Nel trascorso anno scolastico più di un milione di studenti sono stati coinvolti dal 95% delle scuole italiane in questo tipo di formazione che ha avvicinato i ragazzi e le ragazze al mondo del lavoro con la partecipazione di oltre 150.000 aziende. L’ITS Arturo Bianchini è una delle scuole in cui si spendono molte risorse ed energie per realizzare dei percorsi di formazione in alternanza scuola lavoro in grado di qualificare gli studenti in relazione alle potenzialità dei corsi di studio frequentati e alle opportunità offerte dal territorio.

Afferma il Dirigente Scolastico Prof. Maurizio Trani che guida l’istituto tecnico di Terracina: “L’alternanza scuola lavoro rappresenta un elemento di qualificazione della didattica e del percorso formativo dei nostri studenti. Io e i docenti che si occupano della progettualità e della gestione dei percorsi di alternanza, coordinati dalla Prof.ssa Piera Petti, abbiamo ogni anno l’obiettivo di migliorare la qualità della formazione e le sinergie tra la scuola e le aziende o gli enti che ospitano gli studenti, ad esempio cercando di progettare insieme le iniziative, definendo gli obiettivi da raggiungere e valutando i risultati. Non c’è dubbio, poi, che bisogna anche instillare negli studenti un elevato grado di consapevolezza e di responsabilità in relazione all’esperienza di formazione che viene loro offerta. Che ha una grande importanza perché l’alternanza scuola lavoro dà agli studenti la possibilità di unire, di integrare, ciò che apprendono a scuola e ciò che apprendono nel contesto lavorativo che li fa crescere non solo professionalmente, ma anche come uomini che dovranno affermarsi nella società civile. Da questo punto di vista devo dire che stiamo avendo degli ottimi risultati, come dimostra una lettera inviatami dal Centro medico polispecialistico – Laboratori di analisi “Analysis”in cui due nostri studenti del corso chimico hanno svolto il percorso di alternanza scuola lavoro quest’estate” Riportiamo alcuni passi della lettera: “Con la presente vorremmo esprimere a Lei e al suo Corpo Docente l’apprezzamento per l’operato presso il nostro Centro dei due studenti Giulia Borelli e Matteo Pacella, nell’ambito del progetto di Alternanza Scuola Lavoro. I due ragazzi hanno fin da subito dimostrato una buona preparazione teorica che piuttosto agevolmente è stata possibile trasferire nella pratica. Eravamo abituati a ragazzi ben educati, volenterosi e simpatici, ma questa volta sentiamo il dovere di segnalarvi due persone speciali, con una capacità di apprendere e di mettere in pratica ciò che gli viene insegnato a nostro avviso al di sopra della norma. Questo ci fa pensare che il progetto Alternanza Scuola Lavoro se ben condotto possa essere molto utile ai ragazzi”.

Ma cosa ne pensano dell’alternanza i ragazzi? Abbiamo ascoltato il parere di Giulia e Matteo, i ragazzi della lettera, due sedicenni pieni di entusiasmo che ci hanno raccontato la loro esperienza. Ci dice Giulia: “Ho svolto il percorso di alternanza scuola lavoro in estate, nel periodo compreso tra gli inizi di giugno e la fine di agosto, ma non mi è pesato. Per me l’alternanza è stata una esperienza fantastica, unica, che mi ha permesso di apprendere lavorando insieme a dei professionisti che hanno saputo trasferirmi le loro conoscenze rendendomi autonoma nell’esperienza e nella pratica quotidiana del laboratorio. Insieme a Matteo ho appreso il funzionamento dei macchinari per l’ematologia e la clinica chimica e assistito a diversi tipi di interventi ambulatoriali”. Aggiunge Matteo: “Per me, il percorso di alternanza è stato, in assoluto, la prima esperienza lavorativa e posso dire di aver appreso, prima di ogni altra cosa, il senso di responsabilità e il valore dell’impegno. Inoltre, mi sono sentito integrato in una squadra di lavoro che mi ha dato tanto a livello umano. Poi, dal punto di vista strettamente professionale, ho imparato, con Giulia, a gestire la macchina per gli esami ormonali ed enzimatici, ad eseguire una elettroforesi proteica e ci siamo accostati alla microbiologia. Abbiamo anche imparato ad usare la MIC, un macchinario molto sofisticato per l’antibiogramma. Insomma, ci sentiamo più preparati ed abbiamo le idee più chiare su come utilizzare al meglio le conoscenze che apprendiamo a scuola”. Aggiunge Giulia: “Posso affermare che ora, dopo l’esperienza di alternanza scuola lavoro, ho anche le idee più chiare sui miei studi futuri e le conseguenti scelte lavorative”.     

Insomma, ci pare di poter concludere che laddove i progetti di alternanza siano ben indirizzati e in grado di motivare e dare senso all’impegno e alla preparazione degli studenti, essi siano fondamentali per responsabilizzare i giovani, orientarli nelle loro scelte future e trasformare le conoscenze apprese a scuola in quelle competenze necessarie nel mondo del lavoro.

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