Ambiente e sviluppo sostenibile, il Terracina 5 Stelle all’attacco


«A proposito di cambiamento climatico: dopo anni di articoli, programmi televisivi e radiofonici, convegni, cortei di protesta contro il sistema attuale e, soprattutto, dopo eventi naturali sempre più catastrofici ed in crescita esponenziale che stanno cambiando inesorabilmente gli equilibri naturali del pianeta, il 14 marzo, alla vigilia dello “Sciopero mondiale per il futuro”, irrompe nella scena mediatica terracinese il post del signor sindaco che ci sollecita a prendere coscienza del cambiamento in atto e delle sue drammatiche conseguenze: ” Per farvi capire quanto la cosa ci riguarda, basti pensare che tra meno di 80 anni la piazza dove domani si raduneranno i ragazzi non esisterà più. Anzi, l’intera città non esisterà più. Poiché sommersa dal mare. Chiaro? Conciso ed efficace. Come piace al popolo di Facebook. Ma come si concilia questo post con l’inerzia mostrata finora da questa Amministrazione nell’avviare azioni concrete che orientino la città verso uno sviluppo sostenibile? Eppure è dal lontano 19 marzo del 2003 che Terracina ha aderito (con deliberazione di c.c. n°28/IV) alla “Carta di Aalborg” delle Città Europee Sostenibili ed è dal 2004, con Delibera di Giunta Comunale n°. 588, che il Comune ha approvato il progetto integrato “Sfera” finalizzato all’ implementazione dei processi di Agenda 21 Locale nell’ambito del territorio comunale, atto formale di avvio delle attività relative, appunto, ad A21L, fino a giungere all’attivazione del Forum». Il Terracina 5 Stelle attacca l’amministrazione su quanto non è stato fatto in maniera ambientale.

«Da allora sino ad oggi questo straordinario strumento riconosciuto a livello mondiale, parte integrante dell’Amministrazione (e di cui, tra l’altro, non tutti i comuni italiani sono provvisti), ha svolto e continua a svolgere egregiamente il suo ruolo che è quello di suggerire, previo studio attento e dettagliato del territorio comunale, delle sue esigenze e dei suoi aspetti critici, le linee guida atte a risolvere al meglio i problemi della città in relazione alla sostenibilità ambientale. Linee guida approvate all’unanimità dai consiglieri comunali (tanto per avere la coscienza a posto nei confronti della collettività visto che sono rimaste relegate nell’empireo delle buone idee e dei buoni propositi?). Basterebbe,invece, dar seguito ai suggerimenti di A21L per ottenere una qualità migliore di tutto l’ambito comunale. La verità è che, assente una presa di coscienza effettiva della realtà drammatica che si è profilata e mancando nei politici che ci amministrano la sensibilità giusta e la volontà di agire, ci troviamo ancor’ oggi a vivere in una città che affonda sempre più nel degrado, soprattutto negli ultimi lustri, anche se non tutti se ne accorgono distratti da eventi banali ma che accontentano il gusto imperante e interventi di maquillage post-tornado, come quello della piantumazione di nuovi alberi lungo il viale della Vittoria e nell’Area Chezzi, intervento eseguito, come al solito, in modo estemporaneo ed in assenza di un Piano del Verde Urbano di cui la città dovrebbe essersi dotata già da lungo tempo (anche se va riconosciuto che il viale ora ha assunto un aspetto assai gradevole, con la speranza che duri e che non venga guastato dagli interventi degli operai della ditta appaltatrice del verde pubblico, notoriamente affetti dalla “sindrome del potatore folle”). Riprendendo il filo del discorso, sono tante, anzi, troppe le cose che non vanno e fra queste una mobilità urbana inefficiente ed inquinante, che nei giorni o nei periodi di maggiore afflusso turistico soffoca nel caos maleodorante degli scarichi inquinanti delle auto un’intera città mandando in tilt i collegamenti interni e con l’esterno, per non parlare poi del crescente abusivismo edilizio (sembra di essere tornati agli anni settanta- ottanta del ‘900) in assenza di controllo e nonostante gli annunci enfatici del sindaco che, dopo il tornado dell’autunno scorso, aveva promesso una lotta strenua contro ogni forma di abusivismo e a favore della tutela del territorio. E che dire dei ” permessi di costruire” sulle “aree bianche”, quelle destinate alle infrastrutture pubbliche e su cui dovrebbe essere vietato edificare? O dei permessi concessi per aumento di cubatura sempre sulle suddette aree? O delle occupazioni sempre più invasive da parte degli stabilimenti balneari che stanno letteralmente coprendo porzioni più o meno grandi delle nostre due spiagge? Insomma, l’elenco delle cose in controtendenza rispetto ad uno sviluppo sostenibile della nostra città è lungo e scoraggiante, ma ora può darsi che la prospettiva di finire sommersi dal mare in un futuro non molto lontano scuoterà i nostri amministratori dal loro consueto torpore. Hai visto mai?».

Share this post