Arrampicata fra i monumenti, il Pd: «Accertare le responsabilità»


Anche il circolo del Partito democratico di Terracina entra nella polemica sull’evento che il 6 maggio ha portato oltre 200 arrampicatori tra vicoli e monumenti del centro storico alto. Manifestazione che ha letteralmente spaccato l’opinione pubblica tra quanti hanno lodato l’evento, riconoscendo l’afflusso turistico nella parte antica della città, e chi invece ha criticato l’iniziativa “pericolosa” per i resti antichi. Nei giorni scorsi era stata la consigliera del Pd Valentina Berti a criticare quanto accaduto, chiedendo spiegazioni con un’interrogazione da discutere in Consiglio. Ora il Pd rincara la dose.

L’analisi del Pd: «Molti dubbi sulle modalità dell’evento»

«I fatti accaduti domenica, all’evento organizzato in piazza Municipio, lasciano molti dubbi riguardo soprattutto le modalità in cui essa si è svolto. In linea di massima non possiamo definirci contrari ad un evento che ha portato molte persone sul nostro centro storico benché riteniamo questa disciplina più consona ad ambienti diversi da un centro storico di bimillenaria epoca e, in questo specifico caso, anche con evidenti criticità dei suoi monumenti. Allo stesso tempo, però, il nostro disappunto diventa assoluto quando si dimostra verso la città storica un completo disinteresse culturale ed una sorprendente faciloneria amministrativa».

Amministrazione comunale nel mirino

Nel mirino, quindi, finisce l’amministrazione comunale. «La foto emblema della giornata, ovvero quella di un “Climber” aggrappato ad una parete “in opera reticolata” della Cattedrale (struttura più antica del Colosseo), ci regala l’ennesima testimonianza di quello che siamo diventati in questi lunghi anni di amministrazione di centro destra dove sembra tutto possibile, anche sacrificare sull’altare dello spettacolo collettivo una parete millenaria in evidente stato di degrado senza neppure porsi le dovute domande circa l’opportunità di farlo. Autorizzare la scalata della parete di un monumento in quello stato o di qualunque altro bene nelle stesse condizioni – attacca il Pd –  avrebbe dovuto suggerire ai responsabili dell’amministrazione, ed a questo punto anche agli stessi organizzatori, l’eliminazione a priori della stessa dal percorso tracciato per il solo “rischio di danneggiamento” che da esso ne sarebbe potuto discendere.  Non farlo è stato un peccato gravissimo. Non capirlo, a posteriori anche peggio».

Serve chiarezza: «Subito le responsabilità»

Ora il circolo del Partito democratico chiede chiarezza. «Per questo motivo, sarà di estrema importanza non solo accertare le responsabilità di eventuali danni sulle “pietre” (cosi le ha definite il Sindaco) ma, soprattutto, verificare la correttezza della procedura amministrativa seguita dagli uffici comunali nel concedere l’autorizzazione. Un lavoro che faremo nei prossimi giorni insieme ai rappresentanti consiliari e a tutti coloro che come noi pensano che la tutela di un bene venga prima di ogni forma, seppur corretta, di fruizione e valorizzazione dello stesso.  Però, perché c’è sempre un però, la cosa che politicamente ci sembra più importante è capire quale visione (semmai ci sia) ha l’amministrazione comunale rispetto alla tutela, la fruizione e la valorizzazione dei beni storici della città. In altre parole, se saremo ancora costretti nel futuro, come già accaduto anche nel passato, ad assistere ad eventi pubblici di grande richiamo privi di una sensibilità organizzativa adeguata, ovvero se da oggi si possa iniziare ad intraprendere una nuova strada volta al rispetto delle regole e, nel caso particolare di beni storici, di tutte le altre norme in materia di beni culturali».

Share this post