Arrampicata nel centro storico, la replica: «Nessuno ha fatto danni»


Non sono stati fatti danni, non sono stati utilizzati strutture meccaniche né strumenti per arrampicarsi. E poi nessuno ha violentato nulla. Anzi, il centro storico è rinato grazie alla partecipazione di decine di persone arrivate anche da molto lontano per ammirare il centro storico alto di Terracina.

La difesa degli organizzatori: «Nessuno ha fatto danno»

L’associazione “Leano Outdoor” si difende dalle critiche piovute sullo “Street boulder contest”, l’ormai nota manifestazione di arrampicata e cultura organizzata domenica 6 maggio tra i monumenti di Terracina. Gli organizzatori, attraverso una nota stampa, parlano di «successo straordinario». In 224 si sono iscritti ai programmi di arrampicata ma nel complesso almeno mille persone, tra curiosi, familiari e amici hanno voluto assistere alle peripezie di climber arrivati da tutta Italia. «Il centro storico della città si è trasformato in un teatro suggestivo e coinvolgente per tutti i presenti. Sono centinaia le persone che non conoscevano Terracina, il suo patrimonio architettonico e che hanno avuto l’occasione di scoprirne la straordinaria bellezza, sfiorandone le antiche pietre e portandolo all’attenzione di un vasto pubblico. L’evento si è rivelato come tra i più frequentato a livello nazionale tra quelli che si svolgono in un’unica giornata, nonostante competizioni e dimostrazioni di street boulder si siano già tenute negli ultimi anni nei più belli e prestigiosi centri storici d’Italia».

Commenti, critiche e arringhe: opinione pubblica divisa

L’opinione pubblica si è divisa, dando vita a un acceso dibattito sui social. Anche la politica si è mossa, con un’interrogazione che sarà presentata in Consiglio dal consigliere di Forza Italia Valentino Giuliani. Tra chi ha criticato apertamente l’evento e chi, invece, lo ha difeso a spada tratta. «Quando ci sono i grandi numeri – ammettono gli organizzatori – non possono mancare le polemiche. Chiariamo però che nessun danno è stato arrecato ad alcun immobile o monumento storico. Tutto è stato utilizzato e lasciato nelle condizioni in cui già versava». E questo anche perché, contrariamente a quanto molti hanno pensato e ipotizzato, i partecipanti «hanno utilizzato soltanto le proprie mani e i propri piedi oltre a un materassino professionale di sicurezza in caso di cadute».

Per concludere una considerazione personale da parte dell’associazione. «Nessuna polemica o speculazione politica può comunque inficiare il più che positivo impatto che l’evento ha avuto nella promozione della città, completamente a costo zero per la collettività. Nessun edificio, nessuna parete o sanpietrino ha subito danni nè avrebbe potuto subirne. Abbiamo organizzato questa manifestazione perché amiamo Terracina, città capace di offrire scenari unici, e vogliamo vederla viva in ogni suo angolo, vogliamo mostrarla al mondo nella sua bellezza più intensa. A chi ha affermato che questo evento abbia “violentato” il patrimonio architettonico e archeologico del centro storico alto di Terracina rispondiamo che la vera violenza è non vivere queste pietre che raccontano la nostra storia. La sterile musealizzazione di una città ne decreta la morte, l’apertura al mondo, alla sua conoscenza e alla sua fruizione le permette di tramandarne storia ed esistenza. Lo sport è cultura; riuscire ad unire la cultura classica, con la cultura sportiva legando tutto con cultura del territorio e delle sue offerte è un obiettivo che tutte le amministrazioni vorrebbero raggiungere». 

Share this post