Beach soccer, due chiacchiere col “barone” Simone Feudi


Quando si parla di beach soccer in Italia non si può evitare di menzionare Terracina e di conseguenza uno degli alfieri di questo sport, bandiera locale e nazionale, con un palmares che è solo la giusta cornice di un capolavoro che rappresenta la sua carriera. Il “Barone” Simone Feudi è chiamato al ruolo di Direttore Tecnico della Lady International Terracina non solo come un nuovo gioiello incastonato sullo scettro della regina, ma per dare nuovi stimoli al gruppo ed all’ambiente.

Mister Simone Feudi, sarai chiamato a trasferire il background tecnico-tattico acquisito sul campo, ad un gruppo di ragazze pur ben motivate. Quali sfide ed eventuali difficoltà metti in conto, considerando l’altro sesso?

Penso che le difficoltà si incontrano sempre, sia in ambienti sportivi che non sportivi. L’importante è essere motivati ed avere degli obiettivi comuni, così da affrontare con serenità gli ostacoli che ci si presenteranno sul cammino.

D’altra parte con il Terracina Beach Soccer hai sperimentato cosa vuol dire scendere in campo con un blasone ed un palmares già acquisiti, quindi contro avversari agguerriti ma consapevoli che si trovano di fronte una squadra che sa vincere. Questo tipo di mentalità è più facile o più difficile da trasferire, rispetto ai fondamentali tecnico-tattici?

Indubbiamente mi trovo in un gruppo che ha già vinto molto, quindi vuol dire che la mentalità è quella giusta, ma una cosa non esclude l’altra perché se non abbiamo una mentalità e soprattutto una compattezza di squadra, non possiamo perseguire la crescita tecnico-tattica come unico obiettivo da perseguire.

Abbiamo visto che negli anni passati la Lady International Terracina ha centrato sempre l’obiettivo scudetto, ed  in Euro Winners Cup, con un  costante miglioramento, si e’ posizionata tra le migliori 8 d’Europa. Quale pensi che possa essere la dimensione giusta per l’appuntamento di Nazaré: un salto di qualità dal punto di vista della qualità di gioco, o anche sotto il profilo del risultato?

Affronteremo la competizione di Nazarè con la volontà di migliorarci in tutto, però per arrivare in fondo a queste competizioni servono tanti elementi che si devono incastrare l’un l’altro. Se al bel gioco riusciamo ad unire anche i risultati… ben venga! Ma i risultati arrivano grazie a tanti fattori che fanno la differenza, comunque i presupposti per fare bene e migliorare in tutto ci sono, noi ce la metteremo tutta com’è giusto che sia.

Parlaci della collaborazione nata con questa società, dei rapporti maturati fin qui con la presidentessa Di Fonsi e col suo staff.

Sapevo che era una bella società, ma entrandoci dentro mi sono reso conto della grande professionalità direi manifestata con molto equilibrio. Mi sono trovato subito bene e non ho avuto problemi, non escludo che ci potrà essere qualche discussione, che comunque sarà volta a far crescere tutto l’ambiente. Spero di poter continuare su questa lunghezza d’onda: finora sono stato ascoltato e ho ascoltato, i presupposti per fare bene ci sono.

Infine, hai già qualche nome su cui contare per il roster a disposizione. Quale alchimia va cercata prima: fuori o dentro al campo?

L’alchimia va sempre cercata sia dentro che fuori dal campo, è difficile trovare l’alchimia perfetta, ma comunque ci si prova e quando ci si riesce, molto spesso arrivano i risultati. Per quanto riguarda i nomi, per me esiste solo la  “Lady “, perché per me esiste solo la squadra ed il rispetto di ogni ruolo. A partire da questo poi, come dicevo i risultati arriveranno perché le giocatrici sono forti e in gamba.

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