Berti lascia il Pd: il mio impegno per la città


«Ho rappresentato i miei elettori con coerenza fino alla fine, ma qualcosa si è rotto tra me e il Pd, un Partito che non riconosco più e dal quale non sono riuscita a farmi ascoltare. Il mio impegno per la mia città prosegue ma questa volta in una lista civica che mi consentirà di contribuire con le mie idee al bene comune».

Il consigliere comunale Valentina Berti, dopo quattro anni di rappresentanza in Consiglio comunale, annuncia la sua uscita dal Partito democratico e il prossimo ingresso in una lista civica a sostegno della candidatura di Roberta Tintari. In Consiglio comunale, siederà nel gruppo misto.

«In questo gruppo ritroverò Alessandro Di Tommaso e Giuseppe D’Andrea  con i quali ho condiviso per anni il mio impegno in Consiglio comunale. Sono contenta di averli ritrovati con lo stesso spirito e la stessa voglia di fare bene”.

Lo strappo arriva a pochi mesi dalle elezioni amministrative, e Berti spiega perché: «Era necessario portare avanti fino alla fine il mandato elettorale. E questo nonostante l’incomunicabilità tra le mie idee e quelle del Pd fosse ormai irrimediabile». «Con il lavoro nelle commissioni consiliari e in aula – aggiunge Berti – grazie al confronto continuo con le altre forze politiche e alla “palestra” amministrativa, ho preso coscienza che i risultati, sebbene tra persone di orientamenti diversi, si possono raggiungere con il dialogo e la condivisione. Con Roberta Tintari, sia da assessore alle Politiche sociali, sia poi come sindaco facente funzioni, c’è sempre stato un confronto schietto, orientato esclusivamente al bene della città.

A chi le contesta di voler salire sul carro del vincitore, Valentina Berti risponde con dei fatti: con la sua permanenza all’opposizione fino alla fine, nonostante il Pd si andasse progressivamente svuotando, perdendo il patrimonio elettorale conquistato comunque con la campagna di Di Tommaso nel 2016.

Assistendo alla graduale dipartita della importante componente giovanile, e alla perdita di interesse progressiva delle sue menti migliori.

«Non ho mai chiesto nulla per me : non era mia intenzione farlo. A chi volesse accennare a presunte ambizioni personali, consiglio di analizzare le proprie.

Le soluzioni dentro il partito e nel rapporto con la città potevano e dovevano essere diverse.

I dirigenti locali hanno scelto di seguire la loro strada senza ascoltare minimamente le istanze che provenivano dal territorio. Questo modo di fare non mi appartiene.Ho provato con senso di responsabilità a non lasciare nula di intentato. Il silenzio e l’immobilismo davanti alle molteplici sollecitazioni sono emblematiche di una differenza  di visione e di prospettiva. Il momento storico che viviamo ci impone di assumere un atteggiamento differente e ci obbliga necessariamente a metterci in discussione per il bene della città. Io l’ho fatto e continuerò a farlo. Sono felice di ritrovare nuovo entusiasmo e un gruppo con il quale poter condividere progetti e idee per Terracina. A tutti coloro che hanno scelto di seguire una strada diversa faccio il mio migliore in bocca al lupo con il rispetto che ha sempre contraddistinto ogni mia azione.

A voi cari elettori affido il compito più importante e delicato….quello di decidere se sarò all’altezza di rappresentarvi ancora.

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