Caringi: “Nessuno si senta offeso dal mio gesto di protesta”


“SIAMO SOLI”, l’Unione Europea sta assistendo quasi impassibile al rischio di collasso del sistema italiano.
Bastano 2 minuti del vostro tempo per leggere l’espressione del mio pensiero e le motivazioni del mio gesto, chi vuole lo faccia.
Qualcuno ha storto la bocca, altri sono arrivati a chiedere le mie dimissioni per aver rimosso, con cura ed educazione, la bandiera europea dal trittico nel mio ufficio come gesto di protesta per il vergognoso comportamento dell’Unione Europea (posso dirlo, o verrò accusato di vilipendio alla UE e indagato dal neonato Ministero della Verità?) nei confronti dell’Italia in relazione all’emergenza sanitaria in corso – spiega l’assessore Luca Caringi – Il disgusto (lo spot tv francese di 40 giorni fa, il bollino virus free per le merci italiane), l’ostilità e l’ostruzionismo diffuso verso l’Italia, rimarcato dalle dichiarazioni della Lagarde, i passi avanti e indietro della Von der Leyen e le ultime esternazioni del ministro delle Finanze olandese Wopke Hoekstra (nome che sembra perfetto per una storia di trafficanti di diamanti in Sudafrica), sono lì, piazzati insieme ad altri macigni (le risatine dileggianti della Merkel e dei noti amanti del buon bere Sarkozy e Juncker) a testimoniare quale sia l’atteggiamento di questi sedicenti europeisti nei confronti dell’Italia e delle altre nazioni dell’Europa Meridionale, tempo fa amabilmente definite con l’acronimo P.I.G.S. (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna: manca l’altra I dell’Irlanda, oggi esclusa dal complimento). Mi rifiuto di condividere un’Unione Europea in cui la dignità dei popoli è misurata da un rapporto tra deficit e PIL, dove ci sono nazioni che prevaricano sfacciatamente le altre, in cui si impone di tagliare i servizi essenziali alle persone per rientrare nei loro stramaledetti e disumani parametri. Il popolo del Regno Unito ha fatto una scelta molto semplice, condivisibile o meno: ha detto che non ha vinto due guerre mondiali per essere poi sottomessa alla Germania e ai suoi pastori tedeschi al guinzaglio. Siccome io desidero, invece, costruire un’Europa dei popoli, solidale, capace di stringersi intorno a chi è in difficoltà, capace di riconoscersi uno con l’altro e di valorizzare le peculiarità di tutti, fino a quando non saranno questi i valori su cui si baserà l’Europa, combatterò affinché essi si realizzino. Nessuno si senta offeso dal mio gesto di protesta: la bandiera è riposta con cura, sarò felice di esporla nuovamente non appena l’Europa dimostrerà di esistere. Ha una grande occasione per farlo. L’Italia e la Grecia sono culla dell’Europa, l’hanno inventata più di duemila anni fa e promossa nei secoli. Nessuno ci deve insegnare nulla, l’Europa è dentro di noi. Giorgio Almirante diceva “la destra o è Europa o non è”. Lo siamo.
“Viva l’Europa libera,
viva l’Europa grande,
Europa Nazione,
Nazione sarà”

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