Caro direttore


anxurtime

Io sono un giovane  di Terracina, che per motivi personali si vede costretto a combattere con la burocrazia italiana. Purtroppo sto costatando che la situazione è molto più grave di quello che pensiamo, come sempre, fin quando non ci si trova dentro non si comprende davvero la gravità in cui la nostra amministrazione si trova.

Le scrivo, qui sulla posta del direttore, perché quando ho iniziato a pubblicare articoli, circa due anni e mezzo fa, ero convinto che in un “paese democratico”  la stampa e i mezzi di informazioni fossero gli strumenti che si dovevano usare per provare a cambiare le cose, denunciare tutte le ingiustizie e i disservizi con cui i cittadini sono costretti a scontrarsi quotidianamente. La situazione reale è ben diversa da quella che speravo, e che in parte sognavo.Queste considerazioni sono frutto dell’ennesima occasione di mal burocrazia.

L’assurdità di quello che sto vivendo ha dell’incredibile, da gennaio sono rimasto orfano di padre e ho un fratello di 6 anni, l’assurdità sta proprio nel fatto che dopo l’accaduto mia madre necessità di un documento che l’autorizzi a prendere qualunque decisione in materia economica che riguardi mio fratello, ma non basta perché questi documenti richiedono un costo non indifferente (per una famiglia monoreddito che ha perso la sua figura centrale) e che, come succede in questi casi, si vede bloccati tutti i conti quindi non ci viene data la possibilità di pagare il documento senza il quale non si può iniziare la pratica per la successione di tutti i beni di mio padre, compreso l’esiguo conto, ma senza soldi non lo possiamo avere. È una spirale che non ha soluzione. Ma al sistema questi meccanismi inceppati non interessano, lo stato ti da un anno di tempo per richiedere la successione dopo di che si incorre in altri problemi, perché non gli interessa se gli enormi tempi di attesa non ti permettono di assolvere ai tuoi doveri, lo stato ti chiede senza però garantirti di farlo.

Ho solo 22 anni sono davvero arrabbiato e ho voglia di cambiare questo paese, ma di fronte a tutte queste cose mi sento impotente.

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