CASA VACANZE: IL TAR LIBERALIZZA IL SETTORE


Secondo la normativa vigente la casa vacanze è un immobile arredato e gestito in forma imprenditoriale o meno per l’affitto ai turisti e all’interno del quale non possono esservi persone residenti né domiciliate. Tali strutture, prive dei servizi di somministrazione di alimenti e bevande, devono essere locate ai turisti nella loro interezza e non possono essere riservati vani al titolare o ad altri soggetti.

Si considera gestione imprenditoriale quella esercitata da chi ha la disponibilità a qualsiasi titolo di tre o più appartamenti. Conseguentemente, si parla di gestione non imprenditoriale quella esercitata da privati che hanno la disponibilità di massimo due unità abitative da affittare per brevi periodi.

In riferimento alla sola gestione non imprenditoriale resta intesa la natura occasionale della locazione: pertanto la stessa deve riferirsi a periodi non superiori a 29 notti e 30 giorni per inquilino. Per tali contratti non sussiste alcun obbligo di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Unica norma da applicare riguarda la comunicazione di Pubblica Sicurezza: qualora l’ospite sia un cittadino apolide o extracomunitario occorre denunciarne la presenza all’Autorità di Pubblica Sicurezza entro 48 ore dal suo arrivo tramite il modello Dichiarazione di Ospitalità. 

La gestione  non imprenditoriale (per la quale ovviamente non si deve aprire la partita iva) va attestata mediante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi del DPR n. 445/2000.

Dal punto di vista fiscale, al momento del pagamento occorre rilasciare all’ospite una ricevuta non fiscale sulla quale verrà apposta una marca da bollo di due euro se l’importo della stessa supera i 77,47 euro. I redditi derivanti da tali affitti devono essere dichiarati nel Modello Unico come redditi occasionali nel quadro RL.

Per quanto concerne nello specifico la Regione Lazio, punto di riferimento della normativa è il Regolamento n. 8 del 07 agosto 2015 “Nuova disciplina delle strutture ricettive extralberghiere”. In riferimento alla gestione non imprenditoriale delle casa vacanze, l’art. 7  aveva posto alcuni limiti aggiuntivi come ad esempio l’obbligo di un periodo di inattività annuo pari ad almeno cento giorni e un limite massimo alla durata dei contratti di affitto di tre mesi consecutivi.

Il TAR del Lazio, accogliendo il ricorso proposto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – Antitrust, ha però annullato tali limiti sostenendo che l’autorità pubblica non può limitare l’esercizio del comparto extralberghiero costringendo la casa vacanze a chiudere o a trasformarsi in attività imprenditoriale. L’attività ora dell’intero comparto extralberghiero può dirsi definitivamente liberalizzata.

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dott. Silviano Altobelli