Caso Pro Infantia a Terracina, Pernarella (M5S): “Non è l’unico caso”


“Quello della Pro Infantia di Viale Circe a Terracina, l’ex colonia balneare, poi scuola, finita sotto sequestro a fine 2020 e al centro di un progetto privato avallato dal Comune di demolizione e ricostruzione basato su pareri formulati sul PTPR regionale bocciato dalla Corte Costituzionale, è solo il caso più eclatante di un cortocircuito che ha messo nel sacco l’intero territorio laziale”. Lo afferma Gaia Pernarella, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, prima firmataria di una interrogazione con richiesta di risposta scritta avanzata al Presidente della Regione Nicola Zingaretti, all’Assessore all’Urbanistica Massimiliano Valeriani e alla Giunta tutta. “La sentenza della Corte Costituzionale del novembre scorso che ha stabilito sul conflitto di attribuzione tra Enti instauratosi dopo l’approvazione della delibera regionale sul PTPR nell’agosto 2019, è stata di fatto uno spartiacque che ha annullato tutto quanto fino a quel momento era stato approvato sulla base del nuovo Piano ma l’interpretazione offerta dalla Direzione Regionale ai Comuni che chiedevano lumi su come orientarsi a seguito di quella bocciatura, a nostro parere è stata una pezza peggiore del buco che si era creato. Un vero e proprio caos che avevamo già subodorato e di cui abbiamo trovato riscontro quando, a seguito di accesso agli atti, abbiamo potuto leggere le note intercorse tra MiBACT e Direzione Regionale e che a cascata si è riverberato nella comunicazione a nostro parere poco chiara tra quest’ultima e i Comuni, con il caso esemplificativo di Terracina dove i nostri dubbi hanno trovato ulteriore riscontro nel sequestro operato dalla magistratura pontina. Senza contare che in questo caso specifico – aggiunge la Consigliera 5 Stelle -, viene completamente scardinata l’anima della legge regionale sulla rigenerazione urbana che prevede ben altro rispetto all’edificazione di un complesso esclusivamente residenziale privato fronte mare”. Da qui la richiesta formulata nell’interrogazione dove si chiede alla Giunta, anche sulla base di quanto rilevato dal MiBACT relativamente a omissioni ed errori riscontrati nei documenti allegati al PTPR in tutte le zone del Lazio prese in esame, se non sia il caso “di voler procedere ad una ricognizione ed eventuale controllo e rettifica di tutte le autorizzazioni rilasciate sulla base del PTPR annullato, al fine di definire una linea chiara e condivisa con il MiBACT che sia di più ampia applicazione del regime di salvaguardia e maggior tutela dei beni paesaggistici così come la normativa regionale, nazionale e la Costituzione prevede”.

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