Caso Pro infantia, il comitato cittadino: “Niente chiacchiere, solo fatti”


Promosso da Italia Nostra e da un Comitato cittadino costituitosi ad hoc, ieri è stato depositato dall’avv. Giovanni Malinconico, che lo ha patrocinato, il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per chiedere l’annullamento degli atti riguardanti il procedimento con cui il Comune ha autorizzato la demolizione dell’ex Pro Infantia e la realizzazione, in quell’area, di un comprensorio di lusso (due palazzine con 44 appartamenti, una piscina e due campi di padel).
«Qualche precisazione – si legge in una nota del comitato -. La vicenda dell’ex Pro Infantia occupa la scena del dibattito politico da molti mesi. Vi sono state proteste, accese polemiche, nascita di comitati, ma il cantiere dell’ex Pro Infantia è stato bloccato dall’intervento della Procura della Repubblica (qualcuno dice che la Procura è intervenuta a seguito di proprie segnalazioni: può darsi, ma quando si dicono queste cose è quasi impossibile non ricordare le mosche cocchiere, quelle che volteggiando sulla testa di una mula che traina un carretto pensano di essere loro a trainarlo).
La Procura si occupa però di reati, di un ambito penale che non attiene alla sfera d’iniziativa dei cittadini, a meno che taluno non abbia precisa e puntuale notizia di un reato (il che rende obbligatoria la denuncia), o supponga l’esistenza di un reato (il che raccomanda la presentazione formale di un esposto all’autorità giudiziaria).
Per il resto, i cittadini possono farsi sentire mediante i loro rappresentati nelle istituzioni. A Terracina lo ha fatto il PD che, insieme ad altri consiglieri dell’opposizione, ha chiesto la convocazione urgente del Consiglio comunale, quello tenutosi il 20 gennaio 2021, per chiedere la revoca in autotutela degli atti conclusosi con il permesso di costruire del 22 dicembre, cosa che l’attuale maggioranza non ha ovviamente voluto fare.
In sede di Consiglio regionale lo ha fatto Gaia Pernarella (M5S) che ha proposto un ordine del giorno, votato all’unanimità (non ci interessano qui le comiche che ne sono seguite), che tuttavia non dà alcuna garanzia di poter conseguire i risultati sperati.
C’è un’altra via che i cittadini possono imboccare: la giustizia amministrativa, quella che in presenza di atti amministrativi ritenuti illegittimi consente di chiederne l’annullamento davanti al Tar o mediante ricorso al Presidente della Repubblica.
È quello che abbiamo fatto: un atto serio e rigorosamente motivato che ci fa uscire dalla dimensione del chiacchiericcio dei social e restituisce alla comunità cittadina un ruolo attivo e consapevole, soprattutto in casi così importanti come quello dell’ex Pro Infantia.
Sulla vicenda della Pro Infantia molti Terracinesi che non tollerano più un governo della Città arrogante e spregiudicato hanno voluto far sentire la loro voce, hanno manifestato la loro rabbia e il loro sdegno.
Ma c’è bisogno di fare un passo in avanti: dare corpo alle proteste, tradurle in iniziative concrete e puntuali. Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica va in questa direzione. È un primo passo per ridar vita ad un’opposizione che, in una Citta dominata da vent’anni dal centrodestra, sia capace di ritrovare forza e vitalità, mettendo da parte vani e sterili protagonismi, o azioni di pura propaganda utili solo a confondere le cose e a prendere in giro la Città».

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