Ciao Gigino !!!


Gigino Avena e il Terracina. Anxur Time
gigino avena. anxur time

gigino avena

gigino avena. Anxur Time

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Ha avuto la forza ancora una volta di uscire dalla clinica per andare al Mario Colavolpe, neanche 24 ore prima di chiudere gli occhi, per sempre. Gigino Avena non ce l’ha fatta. Una delle voci della Curva Mare se n’è andata lasciando un vuoto incolmabile. Il tempo domenica sera di rivedere in tv e arrabbiarsi per il gol annullato alla sua amata squadra contro la Nuorese, che si è lasciato andare. Lo piange la sua famiglia, lo piangono i suoi amici, i tifosi della Curva Mare, il Terracina Calcio e tutti (tanti) quelli che gli hanno voluto bene. Perchè era ed è impossibile non volergli bene.

Anche nei mesi della sua malattia non si è mai disunito. La domenica mattina l’immancabile visita alla sorella Teresa e il pomeriggio con gli inseparabili, Nino, Mimmo, Massimo, Silvio ed Emiliano per andare a tifare Terracina. La moglie Maria ad accompagnarlo dal balcone quasi come fa una mamma con il suo bambino. E non fa niente se il giorno seguente c’era da andare a Roma nel solito ospedale. L’importante era trascorrere una giornata con il suo Terracina. I figli Alessandro e Stefano sono stati per lui come un’ombra e l’affetto dei suoi famigliari ha fatto il resto. “Come sta Gigino?”, era la domanda ricorrente nelle ultime settimane dei vari Marcellino, Gegè, Raffaele, Ninetto, Pasquale, Enrico “la pappetta”, Mauro, Giuliano, Antonello, Libero e altri ancora. La squadra del Terracina poi ha avvertito il momento difficile in questi ultimi giorni e, guidata da Andrea Botta, lo ha sostenuto regalandogli sorrisi che chemioterapia e flebo gli stavano spegnendo.

L’altro giorno ha chiesto che venisse pubblicata una foto nella rubrica Amarcord di Anxur Time. Una delle tante squadre impegnate nei tornei di calcetto in spiaggia. Lui Gigino “Gatto” a difendere la porta. S’è portato dietro la tuta di Botta e l’affetto del Presidente Attilio Saturno che nel corso della presentazione della squadra, ha bloccato tutto facendolo salire sul palco in un momento di commozione unica. Da quando è successo, la sua abitazione di Via Prebende è un viavai di persone, quasi una processione di gente in lacrime, triste, incredula e piena d’amore per questo 55enne che aveva una parola gentile per tutti. Domenica scorsa  forse sentiva che stava per arrivare al capolinea… o forse no.

Il nipotino Emanuele lo ha accompagnato con lo sguardo quasi a volerlo aiutare nel salire quelle scale per arrivare in tribuna coperta. “Lele, forza Terracina” gli ha sussurrato. Al gol di Ortega si è alzato in piedi per quello che sarebbe stato  il suo ultimo applauso ai propri beniamini (e chi l’avrebbe mai detto…). A fine gara si è appoggiato alla ringhiera sconsolato per il pareggio, ma come un guerriero gli è scappato un: “Domenica andiamo a San Cesareo per vincere. Io già sto là”.

Invece non ci sarà, o meglio la sua presenza si avvertirà ovunque e chissà se finalmente da lassù potrà spingere il pallone in rete per i suoi tigrotti. Mercoledì alle 9.00 al SS. Salvatore l’ultimo saluto. Se n’è andato da poche ore ma ci manca già tantissimo. “E’ inutile spiegartelo GIGINO, non lo capiresti mai…”.

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