Coabitazione sociale, l’appello del sindacato degli anziani


Papa Francesco parlando degli anziani ebbe a dire che occorre impedire che non rimangano mai “ostaggio dell’inferno della solitudine”. «Noi dello SPI/CGIL Lega Monti Lepini Terracina – si legge in una nota del segretario generale Lino Bucci – vorremmo partire da queste parole per evidenziare che a volte la situazione psicologica che si vive può portarli a gesti molto gravi. La solitudine, da recenti ricerche scientifiche, provoca una riduzione di vita molto importante atteso che questi soggetti non si curano adeguatamente ed in tantissimi casi cadono nelle braccia della depressione. I numeri ci dicono che l’aspettativa di vita di coloro che vivono in solitudine si riduce del 30% circa. Inoltre, anche se ancora non provato scientificamente, sembrerebbe esista un legame con la demenza senile e l’Alzheimer.  Tutto ciò dovrebbe indurre le istituzioni, particolarmente i servizi sociali locali, ad un responsabile e puntuale impegno affinché si evitino simili situazioni con la messa  in atto di efficaci azioni di contrasto e prevenzione. Occorre prendere atto che oggi l’anziano è considerato un incomodo improduttivo a tal punto da essere presi in considerazione, anche se in rari casi, solo se ancora riescono ad essere autosufficienti ma l’invecchiamento, quello vero, inesorabilmente arriva e con esso il bisogno di cure ed assistenza. E’ indiscutibile che un anziano sollecitato quotidianamente nei rapporti è più protetto, maggiormente tutelato, vive meglio e più a lungo per cui occorre agire senza perdere ulteriore tempo. Noi dello SPI/CGIL non facciamo parte di coloro che individuano il problema e di questo ne fanno solo una contestazione ma portiamo all’attenzione dei Servizi Sociali della nostra Amministrazione Comunale anche una delle soluzioni che a noi sembra praticabile sollecitando il progetto “COHOUSING” in italiano “COABITAZIONE SOCIALE”. Ne parliamo, senza essere presi seriamente in considerazione, da oltre due anni. Ma cos’è esattamente il cohousing?  Nasce 50 anni fa in Scandinavia e, dopo positivissime esperienze negli USA e Giappone, approda in Italia negli ultimi anni con successo particolarmente nel Nord del nostro Paese. Il primo passo che un’Amministrazione lungimirante e rispettosa degli anziani che potrebbe fare è l’estrazione, per tramite l’Ufficio Anagrafe, di tutti i cittadini terracinesi over 65 che vivono da soli in appartamenti, in moltissimi casi, anche fatiscenti con un’altissima percentuale di rischio infortunistico come ci dicono le ultime statistiche. Il secondo è contattare il responsabile dell’Università La Sapienza con sede presso l’Ospedale Fiorini di Terracina ed illustrare a tutti indistintamente la possibilità di ottenere una stanza a prezzi modici, se non gratis, andando incontro in questo modo alle difficoltà economiche di tanti di loro. Oggi per gli universitari trovare un alloggio con costi contenuti è molto arduo e la coabitazione con un anziano potrebbe rappresentare la soluzione al problema collaborando con piccoli aiuti domestici ma con uno importantissimo offrendo la compagnia ad una persona che ne ha necessità facendolo sentire in questo modo utile e vivo.  E’ scontato che un giovane porti nell’ambito di un’abitazione vigore ed allegria, seppur con una vita autonoma, ma nell’arco di una giornata esistono anche momenti di condivisione che costituiscono per l’anziano un’alternativa alla casa di riposo ed in tantissimi casi ad un’assistenza domiciliare. Non parliamo quindi di assistenza ma di coabitazione e solidarietà termine questo ormai sempre più in disuso. Anche se con difficoltà, che ritengo normali, potrebbero nascere convivenze positive e stimolanti con risparmi economici sia privati che pubblici atteso che i ricoveri nelle RSA si allontanerebbero durando meno nel tempo. Ad avvalorare questa urgente necessità occorre tener presente che a Terracina l’indice di vecchiaia del 2018  è pari al 191,8% che sta a significare che per 100 giovani fino a 14 anni ci sono 191,8 persone che superano i 65 anni. Questo indice indice cresce a vista d’occhio per cui se la nostra Amministrazione Comunale non si organizza in tal senso tra 10/15 anni potrebbe esplodere nella nostra città una “bomba sociale”. Il tutto assume maggior rilievo se si tiene presente che stiamo vivendo un periodo di calo delle nascite per cui assistiamo ad una contrazione della popolazione giovane. Noi dello SPI/CGIL seguiremo attentamente l’evoluzione di questa nostra proposta che ci auguriamo positiva ma , nel caso in cui ciò non fosse, continueremo ad incalzare l’Amministrazione Comunale su questo ed altre problematiche che attengono alla fascia di persone che rappresentiamo. Non onorare la vecchiaia, è demolire la casa dove ci si deve addormentare la sera (Alphonse Karr)».

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