Comuni ricicloni, Legambiente fa il punto sulla sua attività


Per il quinto anno Legambiente e Kyoto Club hanno organizzato l’EcoForum a Roma, il 26 e 27 giugno 2018 scorsi, per celebrare il 2018 come l’anno della definitiva approvazione del pacchetto sull’economia circolare dell’Unione Europea, economia in cui l’Italia sta assumendo il ruolo di leader a livello internazionale. Un Forum molto partecipato, con un programma fittissimo e con la presenza, tra gli altri, di Sergio Costa Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefano Ciafani Presidente Legambiente e Simona Bonafè Relatrice Pacchetto economia circolare Parlamento Europeo.

Il XXV rapporto Comuni Ricicloni di Legambiente è stato presentato proprio in occasione dell’  EcoForum,  con la premiazione delle comunità locali, degli amministratori e delle esperienze che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti, i cosidetti Comuni Ricicloni Rifiuti-Free https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/0627_comuni_ricicloni_2018.pdf, cioè quei Comuni dove la raccolta differenziata funziona correttamente, ma soprattutto dove ogni cittadino produce, al massimo, 75 chili di secco residuo – ovvero di rifiuti indifferenziati avviati a smaltimento-  all’anno.

Erano 486 lo scorso anno, sono 505 nel 2018, per un totale 3.463.849 cittadini, circa 200.000 in più rispetto al 2017. Il trend è positivo quindi, ma evidentemente c’è ancora molto da fare in tema di economia circolare. L’obiettivo Comuni rifiuti free non può prescindere dall’insieme delle buone politiche di prevenzione, da un buon sistema di impianti di riciclo per il recupero di materia e da un sistema di raccolta porta a porta efficace come da una tariffazione puntuale. Sono infatti 260 i comuni rifiuti free che hanno adottato un sistema di tariffazione puntuale e 101 quelli che hanno introdotto la tariffa normalizzata, con notevoli benefici ambientali e sociali ma anche per le tasche dei contribuenti. Nel Lazio, 11 sono i Comuni Rifiuti-Free 2018, Itri e Maenza in provincia di Latina.

Il Comune di Terracina, ancora purtroppo lontano dall’obiettivo Comuni Rifiuti-Free,  è al centro di una nuova iniziativa progettuale che il Circolo Legambiente annuncerà a breve, in occasione dell’arrivo della Tappa di Terra di Goletta Verde 2018 il 10 luglio ore 17 presso Hotel River Palace, con un importante progetto denominato “TERRACINA da comune riciclone a comune rifiuti-free e plastic-free”,  dato che Terracina è entrata per la prima volta proprio l’anno scorso nella classifica dei Comuni Ricicloni del Lazio (e sono 76 i comuni ricicloni nel Lazio su un totale di 378) cioè dei comuni che hanno raggiunto nel 2016 una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%, sulla base dei dati 2016 dei comuni riportati nel Catasto Rifiuti dell’Ispra (Ministero dell’Ambiente). Terracina risulta al 18° posto (al quarto posto tra i comuni della provincia di Latina) con una percentuale di differenziata del 73,07%, mentre nel 2015 la percentuale era del 52,26%. 

Il Circolo Legambiente locale è stato molto attivo fin dalla sua nascita (solo poco più di due anni fa) sul tema dei rifiuti e dell’economia circolare, anche attraverso la collaborazione con le Scuole e la partecipazione a progetti internazionali come #Plastic Free Beaches, con la creazione di una importante Rete cittadina per la prevenzione e il contrasto alle plastiche (uno dei primi esempi in Italia) Plastic Free Beaches Terracina, attivo con l’Associazione Chimica Verde Bionet nella diffusione delle Bioplastiche sostitutive, coordinatore del progetto sperimentale per il recupero della plastica in mare Fishing for Litter Terracina – primo progetto regionale e secondo nazionale – lanciato in occasione della campagna Spiagge e Fondali Puliti 2018, ma anche autore di una proposta per la TARIP (La Tariffa Puntuale) nel Comune di Terracina, avanzata già a gennaio 2018 in occasione dell’Ecosistema Urbano di Terracina 2017, al fine di orientare l’Amministrazione nel percorso, obbligatorio per legge regionale entro il 2020, di far pagare ai cittadini il servizio di GESTIONE DEI RIFIUTI in base ai rifiuti realmente prodotti e conferiti secondo il principio: pago per quanto rifiuto produco, la conseguenza è: PIÙ E MEGLIO DIFFERENZIO MENO PAGO.  

Ed è proprio in virtù delle attività fatte e dei progetti condotti, e in virtu’ dell’importanza riconosciuta a livello nazionale di Legambiente nel settore dei rifiuti e dell’economia circolare, che già un anno fa fu fatta richiesta all’Assessore all’Ambiente Emanuela Zappone di poter far parte dell’Osservatorio Rifiuti Zero della Città, osservatorio che rappresenta un istituto di partecipazione del Comune di Terracina, ai sensi dell’articolo n.18 dello Statuto Comunale “Composizione degli osservatori” e questo nonostante il regolamento approvato con Delibera Consiglio Comunale n. 15 del 25 febbraio 2015 e successivamente modificato  con Delibera Commissariale n. 40 del 2 dicembre 2015 riporti all’Art. 4 comma d) Partecipazione “L’Osservatorio si impegna a favorire la partecipazione e il coinvolgimento a tutti i livelli (dagli utenti alle amministrazioni). In tal senso può convocare le amministrazioni, il gestore del servizio, i cittadini e le associazioni di categoria. Al fine di favorire la partecipazione può dotarsi di strumenti di comunicazione per garantire il coinvolgimento della cittadinanza”. Riteniamo inoltre che il Regolamento, che all’Art. 8 riporta i seguenti componenti: Assessore Ambiente, o Consigliere delegato; Dirigente del dipartimento in cui è incardinato il settore ambiente; Responsabile comunale settore ambiente; Direttore esecuzione contratto servizio rifiuti; Esperto indicato dal Gestore del servizio di raccolta rifiuti; Esponente di Zero Waste ltaly designato dal Presidente Nazionale con funzioni di Coordinatore dell’Osservatorio; Componente Agenda 21, Componente del tavolo comunale per il turismo, Dirigenti Scolastici, Consigliere di Opposizione, Presidente della Commissione Ambiente, debba essere ampliato per lasciare spazio anche ad altre associazioni autorevoli ed attive nel settore, come nel caso di Legambiente. 

Anna Giannetti, presidente circolo Legambiente di Terracina

Risulta poi al Circolo che l’Osservatorio, dopo aver nominato i nuovi componenti a inizio consiliatura, si è riunito agli inizi di maggio dell’anno scorso, come si apprendeva dal comunicato stampa,  https://www.latinaoggi.eu/news/attualita/51425/losservatorio-rifiuti-zero-si-riunisce-dopo-una-lunga-pausaa-dibattito-e-proposte-sullambiente nel quale si affermava, proprio da parte dello stesso Assessore che non sta rispondendo da più di un anno alla nostra richiesta, che “l’Osservatorio è un interlocutore civico-istituzionale privilegiato e un importantissimo strumento per il raggiungimento dei prossimi obiettivi, a cominciare dalla Bandiera Blu”. Non è dato sapere poi se si sia più riunito, non essendo stato più riportato sulla stampa e soprattutto non avendo possibilità di visionare sul sito il programma annuale, le azioni pianificate, il loro stato di avanzamento, il monitoraggio e la valutazione di opportuni Indicatori di Performance.  

La questione dell’Osservatorio Rifiuti a Terracina è di nuovo un caso emblematico per il Circolo Legambiente Terracina e si associa a quanto già accaduto per un altro organismo di partecipazione del Comune come il Forum Agenda 21 locale, da cui il Circolo Legambiente è stato costretto ad uscire dopo appena un anno di partecipazione, a seguito di un atto arrogante ed illegittimo come la richiesta di dimissioni del nostro Vice Presidente da parte del Presidente del Forum, atto al quale il Circolo si è opposto chiedendo da subito l’intervento dell’Amministrazione,  https://www.latinaoggi.eu/news/attualita/61936/terracina-legambiente-esce-da-agenda-21a-aorganismo-da-riformarea, intervento che nonostante un sollecito non è ancora arrivato, e al quale il Circolo sta valutando pertanto di opporsi nelle opportune sedi per tutelare l’immagine e l’operato della nostra prestigiosa Associazione e del nostro Vice Presidente Gabriele Subiaco. 

 “Il nostro Circolo con la recente firma della Convenzione con il Comune per il Parco del Montuno, simbolo della battaglia ambientalista del nostro circolo per la sua riapertura durata due anni e con i numerosi ed importanti progetti e iniziative portate avanti in Città (ormai 100 iniziative in poco più di due anni!), e come portatore di interesse diffuso della cittadinanza e soggetto autorevole e riconosciuto a livello nazionale, regionale e locale, non potrà più tollerare altre discriminazioni, come la mancata risposta alla richiesta della nostra partecipazione all’Osservatorio Rifiuti Zero e pertanto stiamo predisponendo con il nostro Centro di Azione Giuridica l’accesso agli atti per conoscere da dentro il funzionamento dell’Osservatorio negli ultimi due anni e poter valutare gli Ordini del Giorno, i Partecipanti alle Riunioni, i Verbali approvati, il Programma annuale e gli indicatori misurati, anche per capire quali sono state le ragioni per cui nonostante una esplicita richiesta e un ulteriore sollecito, non si sia mai proceduto in più di un anno a fornire una risposta a Legambiente. Vogliamo fare chiarezza una volta per tutte, e lo faremo nei modi opportuni,  – visto che il nostro attivissimo Circolo, che ormai conta molti Associati, continua ad essere escluso o addirittura arrogantemente “buttato fuori” come nel caso del Forum Agenda 21 Locale solo per chiesto maggiore trasparenza e aver proposto modalità innovative e contenuti più moderni – sui criteri e le modalità di accesso e partecipazione a diversi organismi, tavoli, fondazioni di partecipazione del Comune, sul rispetto statutario e la legittimità regolamentare, sui criteri di scelta dei componenti, sulla valutazione delle competenze e del merito, sulle modalità elettive e sulla trasparenza delle nomine” afferma Anna Giannetti Presidente del Circolo.

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