CONDONO EDILIZIO: SITUAZIONE INAMMISSIBILE


E’ ormai tanto, troppo tempo che nel Comune di Terracina vengono lavorate istanze di condono edilizio con una “lentezza” inammissibile.

Parliamo delle pratiche di condono, presentate in virtù delle tre norme nazionali (ovvero la Legge 47 del 1985, la Legge 724 del 1994 e la Legge 326 del 2003), che non sono state ancora definite (circa 4.000).
“Tali pratiche, visto il loro notevole numero, erano lavorate dal personale del Comune di Terracina, anche oltre l’orario di lavoro , dietro regolare compenso.
Dopo il famoso dissesto, che ha investito il nostro comune, per ovvie ragione non è stato più possibile esaminare dette pratiche oltre il normale orario di lavoro, causa insufficienza di fondi – scrive in una nota il presidente dell’AGPT
geom. Candido Luzzi – Dalla dichiarazione di dissesto in poi, quindi, è iniziata una vera e propria “Odissea” per ottenere un qualsiasi titolo edilizio, a conclusione della domanda di condono, seppur la stessa risulti completa in ogni sua parte.
Tale “Odissea” coinvolge, “in primis”, il privato cittadino, spesso ostaggio della lentezza burocratica che gli impedisce di effettuare eventuali compravendite, ma anche lavori di riqualificazione , ristrutturazione o ampliamento (eventuale Piano Casa) rivolti al proprio immobile.
Oltre al privato cittadino coinvolge anche noi tecnici, che fatichiamo a far comprendere tale situazione (grottesca per un “paese moderno” come il nostro) e spesso ci ritroviamo anche a perdere dei clienti.
Ma tale situazione ha un enorme effetto, negativo, per l’economia legata all’edilizia.
Pertanto questa situazione ha generato una perdita di lavoro per tutte le figure professionali del settore (tecnici, ditte edili, artigiani ,etc…), nonché un mancato introito per le casse comunali in riferimento agli oneri concessori.
Tra l’altro, parte di questi oneri concessori, sarebbero destinati alla realizzazione di standards urbanistici ed infrastrutture, che migliorerebbero la qualità della vita di tutta la cittadinanza.
E’ da memore tempo che si dibatte sull’approvazione di un progetto obiettivo, che possa far tornare a lavorare dette pratiche in tempi “normali”.
Ma fino ad adesso non si è smosso niente e tutte le opportunità, che poteva dare il piano casa, sono ormai sfumate.
Come associazione e come tecnici non vogliamo entrare del merito delle responsabilità e di come risolvere il problema, noi tecnici chiediamo “solamente” che la macchina amministrativa torni a funzionare.
Non vogliamo creare polemica, ma evidenziare all’amministrazione comunale tutta (Amministratori, Dirigenti, Sindacati, Dipendenti Comunali), con il massimo spirito collaborativo, la giusta importanza che riveste questo argomento.
Questo anche alla luce della fattiva collaborazione, che abbiamo avuto con l’Amministrazione Comunale nei mesi scorsi, per una meno gravosa rimodulazione dei diritti di segreteria.
Speriamo, quindi, che le nostre osservazioni portino alla risoluzione del problema in tempi brevi.