Crisi politica, chi è il vero traditore?


E’ partita la campagna elettorale. Tutti i “nostri” politici sono di nuovo al lavoro. Tutti si sentono traditi ma più forti e coesi di ieri. Nessuno ha il coraggio di dire che gli unici traditi sono solo e soltanto i terracinesi, costretti a vedere Terracina sprofondare. Un tradimento che parte da lontano e vede tutti attori protagonisti. «Rischieremo di perdere definitivamente il treno, il Tribunale, gli uffici Asl…», parole del sindaco Procaccini pronunciate ieri durante il passo d’addio. Se questa è la fotografia attuale qualche errore nel passato prossimo e anteriore è stato commesso. Ripercorriamo le tappe. Le due consiliature dell’era Nardi hanno portato Terracina al dissesto finanziario pagato a caro prezzo dai cittadini, costretti a saldare le tasse al massimo delle aliquote. A pagare non sono stati certamente i consiglieri, considerano che oltre il 50% dei rappresentanti dell’era Nardi sono stati confermati sugli scranni dell’aula consiliare. Per uscire da quell’era politica Nicola Procaccini aveva preannunciato il “Vento nuovo”. Da dove arrivava? Da chi era composto? Da liste civiche e soprattutto dalla Pdl, ovvero da quel Fazzone che ieri è stato dipinto come il male assoluto. Non bisogna avere buona memoria per ricordare che Procaccini è diventato sindaco di Terracina solo e soltanto con i voti dei seguaci di Claudio Fazzone. Fazzone è sulla scena politica da oltre un decennio, e Procaccini ne conosceva il modo di fare politica. Insieme al senatore fondano ha festeggiato il traguardo raggiunto ai danni di Gianfranco Sciscione. Per due anni Procaccini e i rappresentanti di Fazzone hanno governato insieme (la foto è emblematica). Nel frattempo molti consiglieri cambiavano casacca. Ma quelli non erano traditori, condividevano un progetto politico diverso. C’è una grande differenza. Dopo la giunta tecnica (un modo per prendere tempo e lavorare dietro le quinte?) si è arrivati al nuovo assetto politico. Completamente ribaltato rispetto a quello che avevano decretato i cittadini. Ma questo è un dettaglio che a nessuno piace ricordare. Non si trattò di tradimento, fu semplicemente il modo di ridare “forza” e orgoglio al popolo terracinese. Così gli acerrimi nemici, che fino a qualche ora prima se n’erano dette di tutti i colori si sono ritrovati a braccetto per un progetto di alta politica.

Chi ne fece le spese? Probabilmente proprio la “Lista Procaccini” e anche quel Gianfranco Azzola, ora additato come primo dei traditori. Sì Nicola Procaccini ritirò la delega di assessore all’amico Azzola. Insieme a lui, altri assessori, che tanti voti avevano portato alla sua elezione, vennero esclusi.

Si può perfino nominare assessore Emilio Marigliani per 24 ore e poi rispedirlo a casa. Non è cattiveria, è la logica della politica. Nella nuova giunta dove sono finiti gli oltre 350 voti di Davide Minchella? Gli 800 di Corradini? Procaccini è ora coinvolto in nuovo progetto politico che non è un’accozzaglia ma espressione del vento nuovo, anzi nuovissimo. Ci sono al suo fianco Danilo Zomparelli (eletto nel Pdl Fazzoniano e autore di alcuni cambi di casacca), Patrizio Avellli (altro ex Pdl), lo sciscioniano Domenico Villani (in minoranza per due anni), Gianni Percoco (sciscioniano acquisito e inizialmente candidato a sindaco, nonché fervido accusatore di Procaccini fin dalla campagna elettorale), Sergio Meneghello (ex sciscioniano e accasatosi altrove poche ore dopo la nomina). C’è anche Francesco Zicchieri, il quale dopo aver cercato una candidatura nelle fila del Pdl viene eletto anche lui nella coalizione guidata da Gianfranco Sciscione. Zicchieri passerà poi in Forza Italia. E non stiamo parlando di preistoria. Da Fazzone, Zicchieri riceve anche un importante incarico a livello regionale ma nel giro di poco ore si ritrova vicino alle idee di Fratelli d’Italia e passa in maggioranza. Il brutto della politica? Un traditore doppio? Macchè a Zicchieri sta a cuore Terracina e il nuovo progetto politico. Lì non ci furono esposti in Procura e Anac. E poi c’è anche Angelo Bruno Scirocchi, definito sui social network,  dagli stessi politici sopra elencati, come un traditore. Ma gli stessi dimenticano che Angelo Bruno Scirocchi (subentrante nella Lista Sciscione sindaco), da buon esperto di calcio, ha spesso cambiato casacca. Oggi è traditore, ieri invece quando passò da Forza Italia ad appoggiare la maggioranza cos’era? Il resto del plotone procacciniano è composto da Lino Lauretti, Valerio Golfieri e Luca Caringi (al quale va dato atto di essere stato fedele sempre, nella buona e nella cattiva sorte). Da oggi si riparte, si ricomincia dal passato, da coloro che ci hanno portato al dissesto e a questa fine. In un momento così triste è giusto ripartire con la campagna elettorale e trovare le alleanze giuste, tanto gli unici che pagano sono i cittadini. Qualunquismo? Alla luce dei fatti è la triste realtà. A questi politici chiediamo un’unica cortesia: nessuno si dipinga su facebook o altri social come paladino di coerenza e terracinesità. Quel consigliere che stai accusando tra poco sarà nella tua stessa lista politica e insieme a lui di colpo condividerai di nuovo i punti programmatici della coalizione nata per risollevare la nostra Terracina. Qualcuno inizia a sostenere che questa becera politica i terracinesi se la meritano, anche se va riconosciuta loro l’attenuante di non avere valide alternative. Il prezzo di compravendita è sempre più basso (come ricordava ieri Procaccini) perché le “esigenze” in questa città non riguardano soltanto il popolo, la massa, ma anche chi alza la mano e tiene in piedi o fa saltare un’amministrazione. Forse siamo una città povera, poverissima in tutti gli aspetti. Da oggi arricchita da una lunga campagna elettorale, il modo migliore per riflettere e risollevarci. Ne sentivamo la mancanza, da oggi saremo tutti super esperti, coinvolti dal mentore di turno, per non dire disillusi e incantati da chi si prende gioco di Terracina, la città più bella del mondo.

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