Danni del maltempo, il Comune chiede alla Regione lo stato di calamità


La giunta comunale di Terracina ha deliberato ieri la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale e di inserimento del Comune di Terracina nello stato di emergenza della Regione Lazio. La decisione è stata assunta a seguito dei danni subiti da attività e privati dopo le giornate di forte maltempo che hanno caratterizzato lo scorso mese di dicembre.
“Il maltempo che purtroppo ancora imperversa – afferma il sindaco Roberta Tintari – ha causato danni e disagi notevoli. In particolare la costa è stata sferzata da vento forte e mareggiate che hanno travolto spiaggia e le strutture degli stabilimenti balneari. Anche l’entroterra non è rimasto immune dagli agenti atmosferici che hanno colpito duramente. Abbiamo voluto chiedere alla Regione lo stato di calamità e il conseguente inserimento di Terracina nello stato di emergenza per consentire a quelle attività e quei privati che hanno subito danni, soprattutto in un momento così dififcile per tutti, di avere un aiuto per il ripristino dei luoghi e un ristoro per le attrezzature andate perdute”. “Come Amministrazione Comunale – commenta l’assessore al Turismo e Demanio Marittimo Barbara Cerilli – abbiamo voluto dare un segnale di forte vicinanza alle categorie colpite, già duramente provate dalle limitazioni delle misure anticovid. Negli ultimi anni anche l’autunno e l’inverno terracinese, pur mantenendo le caratteristiche di mitezza che li contraddistinguono, registrano una particolare violenza per l’intensità dei venti e delle piogge che si abbattono sulla costa e le mareggiate. I danni che provocano sono maggiori anche in virtù della volontà di alcuni operatori balneari di destagionalizzare l’offerta turistica e mettere a disposizione di terracinesi e visitatori le loro strutture e attività. Confidiamo che la Regione possa valutare positivamente la nostra richiesta e venire incontro a chi ha subito i danni nei giorni scorsi, oggi ancora più gravosi da sostenere per le ragioni che conosciamo”.

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