Debiti con l’Azienda speciale, pratiche chiuse: ecco l’accordo


Nel grande calderone del dissesto finanziario ci è finita anche l’Azienda Speciale, che poi sarebbe il Comune. E il caso ha voluto che, comunque si mettesse, è il Comune che deve pagare. La vicenda, piuttosto intricata, si è chiarita solo nei giorni scorsi quando l’ente strumentale del Comune ha chiuso le trattative riguardanti i soldi certificati all’indomani del dissesto, dichiarato nel 2011. Nel 2016 la commissione straordinaria di liquidazione ha accertato in favore dell’Azienda un credito di 994mila euro, quasi un milione. Un macigno per l’economia dell’ente, soldi dovuti all’Azienda e mai dati. Lo scorso 31 gennaio, in fase di post dissesto, è stata proposta all’Azienda una transazione del credito certo ed esigibile corrispondente al 90% del credito precedentemente riconosciuto. Ma l’Azienda, con nota del direttore Carla Amici, lo scorso 14 febbraio ha rigettato la proposta. Il motivo? Semplice: altrimenti il bilancio dell’Azienda subirebbe perdite che comunque ricadrebbero inesorabilmente sul bilancio comunale. Insomma, come la si mette, la vicenda si ritorce contro le casse di piazza Municipio che comunque ci perde. L’Azienda ha quindi accettato l’importo complessivo di 994mila euro, pari all’intero importo del credito vantato, ma stralciando ogni altra pretesa creditoria, presente e futura. Soluzione, questa, deliberata dallo stesso Consiglio d’amministrazione dell’Azienda. A questo punto l’amministrazione comunale non ha potuto fare altro che accogliere la proposta transattiva avanzata dall’Azienda Speciale, riconoscendo all’ente strumentale la somma complessiva di quasi un milione di euro. 

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