Direttiva Bolkestein sul commercio ambulante, prosegue la battaglia


mercato del giovedì

Ambulanti e direttiva europea Bolkestein, avanti con le trattative. Si è tenuto nei giorni scorsi il consiglio generale di Fiva Confcommercio. È stato ribadito che la priorità, oggi, è abrogare il comma 1181 e correggere i gravi danni compiuti con l’emendamento approvato nella legge di bilancio, l’obiettivo ridare certezza alle 190 mila imprese del commercio su aree pubbliche e difendere la professionalità acquisita con l’anzianità di servizio, un criterio proposto dalla Fiva per garantire la riassegnazione dei posteggi e che oggi non conta più. Oggi per fare l’ambulante bisogna dimostrare che il reddito d’impresa sia quello prevalente, perché se in famiglia c’è qualcuno che guadagna di più il diritto di fare l’ambulante si perde.

Alla presenza di assessori, senatori e sindacato, si è fatto il punto della situazione. «La condizione di precarietà – si legge in una nota – oggi non è dovuta solo all’inadeguatezza dei Comuni di fare i bandi, la verità sulle proroghe è che, in molti Comuni fino ad ora vi sono mercati non censiti, un dramma e una certezza. In altri che hanno avuto la capacità di mettere in atto i bandi, rispettando la normativa e la tempistica vedi hanno già rilasciato senza problemi le concessioni con la durata dodicennale con la possibilità di rinnovo per altri 12 anni».

Anche il presidente Delle Fontane bisogna essere uniti e comprendere che il vero pericolo è rappresentato, oggi, dal comma 1181, si perdono i diritti di partecipare al bando per la l’assegnazione del posteggio se tra gennaio 2019 e dicembre 2020 non hai esercitato direttamente l’attività, quindi no subingressi e soprattutto se il reddito dell’impresa ambulante non è l’unica o prevalente fonte di reddito dell’intero nucleo familiare.

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