Dissesto, l’Osl chiude i lavori con un maxi bonifico al Comune. Procaccini: «Storia di degrado e rinascita»


Sei anni e mezzo di lavoro, nei labirinti dei debiti e dei libri contabili del Comune di Terracina. L’uscita dal dissesto, ora più che mai, è a un passo: l’Organo straordinario di liquidazione ha formalmente concluso il suo incarico. Il sindaco Nicola Procaccini, che a pochi mesi dal suo insediamento, il 19 settembre 2011, dichiarò il crac dell’ente, oggi definisce il «caso Terracina sinonimo di degrado e rinascita».

procaccini-nicolaL’Osl si è trovato di fronte di tutto. Oltre 70 mila euro – non assistiti da documenti amministrativi e contabili – di “buvette”, cioè di servizio bar durante commissioni e Consigli comunali, nemmeno si trattasse della Camera dei Deputati. O la cronistoria del fallimento della Terracina Ambiente che tra il 2007 e il 2011 nasce, si indebita, viene posta sotto sequestro e in amministrazione giudiziaria, infine fallisce. «Un record» commenta sarcastico il primo cittadino. «E poi anticipi di tesoreria al massimo dello scoperto per anni (8 milioni) e conseguenti interessi, somme vincolate erogate da altri enti per interventi di realizzazione e riqualificazione destinate ad altro uso, sentenze di condanna per danni erariali, relazioni e richieste della Corte dei Conti completamente ignorate».

La lista della spesa è lunga. Procaccini fa esempi, ma se ne potrebbero fare altri. «Senza liquidità – insiste – si vendeva il debito a società che erogavano denaro (il cosiddetto “factoring”), ma poi non venivano pagate le rate alle società stesse. Oppure si assumevano frotte di persone per il tramite di agenzie di lavoro interinale, salvo poi non pagarle e condannare il Comune a risarcimenti milionari. Per non parlare delle centinaia di consulenze finanziarie e di incarichi legali o dello scandalo degli alloggi provvisori.  Tutto questo e molto altro fino ad arrivare alla somma monstre di 110 milioni di euro».

Quello del Comune di Terracina è diventato oggetto di studio. Modello, ovviamente negativo, di gestione finanziaria. Il dottor Giancarlo Verde, direttore della Finanza degli enti locali al Viminale, parla di “caso Terracina” proprio per la sua particolarità. La commissione Osl, magistralmente guidata dal dottor Roberto Ferracci e affiancata dal consulente del Comune dottor Francesco Casaburi, ha svolto un lavoro immenso, trovandosi davanti ad una situazione che nessuno immaginava. Circa 110 milioni di debito e 1.265 creditori alla porta. «La maggior parte dei quali ringrazio di cuore perché aderendo alle proposte di transazione ci hanno aiutato non poco a scalare questa montagna» ricorda il sindaco. Ma non per tutti la situazione si è risolta. Molti, prima ancora di ricevere i soldi dovuti, hanno dovuto chiudere. «Voglio ricordare quelle ditte fallite, quegli imprenditori sul lastrico, quei lavoratori lasciati a casa, quelle famiglie gettate nella disperazione o distrutte a causa della oltremodo immorale gestione della cosa pubblica». Con la trasmissione al Comune di un bonifico di 13.626.282,82 euro da parte della Osl si va quasi ad estinguere del tutto il nostro debito, con un residuo di circa 400mila euro, ben inferiore all’accantonamento prudenziale di un milione e mezzo inserito nel bilancio di previsione 2018. Il prestito di 24 milioni di euro del governo nazionale è stato importante al pari delle transazioni accettate da 830 creditori, dei milioni di euro accantonati dal Comune in questi 7 anni e dei sacrifici dei terracinesi.

«Oltre che dei tagli ai costi della politica che hanno costretto assessori e consiglieri a lavorare per anni pressoché gratuitamente per amore della propria città. Un risultato ottenuto con un lavoro di squadra straordinario» ricorda Procaccini. «Oggi Terracina è un Comune nuovamente credibile e affidabile per le ditte e gli istituti di credito, oggi possiamo pensare di alleggerire progressivamente la pressione fiscale e contemporaneamente riprendere a progettare opere pubbliche che, per paradosso, sono state molto più numerose in questi ultimi 7 anni di dissesto rispetto ai decenni precedenti grazie alla capacità di intercettare risorse e dialogare con istituzioni pubbliche e privati cittadini. Non è ancora finita del tutto, ma ci siamo tolti un macigno enorme dalle spalle».

 

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