Dissesto, l’ultima mossa per uscire. Nuove transazioni per i creditori residui


Oltre 200 creditori con cui occorre fare i conti. Sono i superstiti delle transazioni al 45% imposte dopo la dichiarazione di dissesto. Coloro che non accettarono e i cui crediti restano sul groppone dell’ente. Il Comune di Terracina è alla partita finale e cercherà di saldare tutti i debiti da qui a pochi mesi. Solo allora si potrà dire di essere usciti a tutti gli effetti dal tunnel. L’idea è di proporre nuove transazioni con una somma definita «congrua». Quanto? Pare il 70-80% degli importi, forse anche qualcosina in più.

Sette anni dopo la dichiarazione del dissesto finanziario, nel settembre del 2011, è il momento di chiudere col passato. Formalmente usciti dal default nel 2016, sei anni dopo la deliberazione del crac, i conti dicono che c’è ancora qualcosa da fare. Su questo sta lavorando l’assessorato al Bilancio rappresentato dal delegato Danilo Zomparelli.

L’assessore al Bilancio Danilo Zomparelli

Gli uffici hanno ormai raccolto l’enorme lavoro compiuto dalla Commissione straordinaria di liquidazione nei suoi sette anni di attività. Opera che, ormai, volge al termine. Finalmente. «Un’attività particolarissima rispetto a tutti i vari dissesti finanziari» specifica Zomparelli. Per uscire dal tunnel è stata aperta una fase post-dissesto con un team rappresentato dal consulente Casaburi (già membro dell’Osl), dall’assessore al Bilancio, il dirigente Negossi, il segretario comunale Trabucco e l’avvocatura dell’ente.

L’equipe sta redigendo un atto che verrà poi sottoposto al Consiglio. L’obiettivo è gestire il debito residuo. Questa attività – ha spiegato il delegato al Bilancio – riguarda 230 creditori che sono rimasti da soddisfare. «Stiamo prevedendo la possibilità di farlo con una somma congrua nella speranza di poter chiudere questa attività quanto prima». L’ente ha previsto di prevedere la copertura finanziaria di più di due milioni di euro, che sono la somma indicata dalla Osl.

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