Draga per rimuovere la barra sabbiosa, firma in Regione della convenzione


Con la firma in Regione della Convenzione e del Protocollo d’Intesa, la Città di Terracina potrà dotarsi di una propria draga da utilizzare per la rimozione dello sbarramento sabbioso che si accumula periodicamente all’ingresso del porto e che provoca gravi disagi ai pescherecci, ai traghetti per le isole e all’imbarcazioni da diporto. Il sindaco Tintari si dice “molto soddisfatta di questo risultato che consentirà a Terracina di provvedere autonomamente alla soluzione dei problemi causati dall’insabbiamento dei fondali portuali e al ripascimento morbido del proprio litorale con sabbia esclusivamente autoctona. La collaborazione tra Comune di Terracina e Regione Lazio si è rivelata preziosa ed efficace nella soluzione di più problemi con questa iniziativa che consente di rendere più agevole il servizio di collegamento con le Isole Pontine e di migliorare notevolmente la ricettività del porto per imbarcazioni di categoria superiore alle attuali”. L’assessore al Demanio Marittimo Gianni Percoco, presente alla firma insieme al dirigente Corrado Costantino, pone l’accento sulla portata dell’accordo: “Chi vive il mare e con il mare comprende perfettamente quanto sia fondamentale questo risultato. Tutte le attività legate a quella che è una delle più importanti risorse economiche, ambientali e culturali di Terracina potranno usufruire di un servizio che ne agevolerà la tutela e lo sviluppo. Il problema dell’insabbiamento del porto e dell’erosione delle spiagge era diventato endemico e le soluzioni poste in essere finora erano sempre emergenziali, spesso tardive e condizionate dalla disponibilità di altri enti. Entro pochi mesi, invece, Terracina potrà disporre di uno strumento che le consentirà di essere autosufficiente, mettendo in sicurezza l’ingresso in porto, evitando il verificarsi di nuove emergenze e provvedendo al ripascimento del litorale con la bellissima e caratteristica sabbia propria, dopo le negative esperienze degli anni passati che hanno rovinato l’arenile di Ponente senza nemmeno risolvere il problema. Desidero sottolineare un aspetto: mai come in questa epoca Terracina sta diventando, come è giusto che sia, padrona del proprio destino senza più dipendere da volontà o ‘elemosina’ esterne. Fino a qualche anno fa sembrava una chimera anche la disponibilità a tempo pieno di uno strumento importante come la draga, oggi è realtà e sarà capace di risolvere molti problemi per chi vive delle economie del mare”.

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