Elezioni e Covid, la Lega: «Il presunto cluster elettorale»


«Negli ultimi giorni come comunità politica abbiamo subito un vero e proprio attacco mediatico senza precedenti per il quale ci vediamo costretti a inserire degli elementi di chiarezza rispetto a quanto si è detto». Con queste parole il coordinatore della Lega-Salvini premier di Terracina, Fulvio Carocci, rompe il silenzio su quello che definisce il presunto cluster elettorale.

«Lunedì 05.10.2020 mattina alle 07.00 circa sui social, quasi prima che in edicola, è apparso un articolo di un quotidiano che riportava la notizia della positività di un componente dello staff elettorale collegandola arbitrariamente ad un comizio svolto il 25.09 alla presenza della persona di cui sopra definendo (prima che si potesse svolgere l’indagine ASL) un potenziale “cluster” l’evento e anticipando tamponi a tappeto per tutti i partecipanti, oltre questo l’estensore dell’articolo tentava di collegare il contagio alla presenza del Sen. Salvini.

Venendo ai fatti del 25 Settembre (ormai 15 giorni fa), giorno in cui abbiamo organizzato un comizio alla presenza del Sen. Salvini, l’evento si è svolto all’interno di un ristorante secondo le prescrizioni e disposizioni della questura.

L’accesso è stato regolato con termo-scanner, sono state installate delle colonnine con gel igenizzante, è stata richiesto l’utilizzo della mascherina a tutti i partecipanti e il numero dei partecipanti è stato controllato sotto gli occhi delle forze dell’ordine che fosse idoneo alla capienza della sala.

Lo speaker dell’evento, risultato positivo insieme all’ On. Zicchieri solamente dopo più di una settimana, la sera del 25 era a contatto con gli ospiti della serata ed esattamente Giuliani, Adinolfi, Tripodi, Gerardi, Durigon, Ottaviani,Regimenti, Bonfrisco, Salvini e Zicchieri tutti risultati NEGATIVI al test tranne quest’ultimo (con cui però ha avuto altri contatti nei giorni a seguire), il pubblico (con la mascherina) era a distanza di almeno 2-3 metri dalla posizione in cui gli ospiti facevano i loro interventi, erano in dotazione tramite il service audio n.3 microfoni sanificati in precedenza.

Potremmo a questo punto ritenere che il veicolo del contagio non sia l’evento in questione ma ci possa essere stata un’altra fortuita occasione.

Se ci atteniamo alle dichiarazioni del Dott. Casati del 06.10 rileviamo:

“Il cluster di Terracina – ha rassicurato – ancora non c’è. Abbiamo rilevato un paio di positivi che hanno partecipato a questo evento elettorale e stiamo facendo i tamponi su chi era all’evento”.

Successivamente, dopo altri casi rilevati nel nostro territorio, è stato istituito un drive-in presso lo stadio Colavolpe nei giorni 6-7-8 Ottobre che ha rilevato (con circa 1.800 test rapidi fatti a  chiunque ne avesse avvertito la necessità a scopo precauzionale) un totale di 32 positivi di cui altri 2 riconducibili all’evento in questione o all’organizzazione in generale, ma di cui non c’è certezza del momento o del luogo di contrazione del virus.

Il caso però è continuato a montare su giornali nazionali, radio, TV, fino al servizio di Piazzapulita su La7 che ha nuovamente tirato in ballo l’organizzazione dell’evento con un servizio andato in onda Giovedì sera.

Contrarre il virus è possibile, non è una colpa ascrivibile a nessuno, purtroppo rileviamo che nonostante il clamore mediatico riservato al caso “elettorale” (ancora tutto da dimostrare) in città si sono riscontrate, dopo lo screen effettuato al drive-in, altre positività con link a situazioni molto diverse da quella descritta in precedenza (scuola, enti e trasporti pubblici e attività commerciali).

Il “cluster Terracina” però è nato sui media per una questione elettorale con un articolo “forzato” e diffuso ad “orologeria” che speriamo non danneggi oltremodo ingiustamente l’immagine di Terracina e dei Terracinesi, soprattutto in considerazione del fatto che l’indice di prevalenza (i casi ogni 10.000 abitanti) dopo lo screen a tappeto si attesta su 11,4 (più basso della media provinciale) ponendoci al 14° posto in provincia dietro a comuni che non hanno subito una mole così alta di tamponi.

Sperando di riuscire a contenere i numeri diamo un abbraccio a tutti i Terracinesi che oggi combattono il virus e alle attività che resistono alle condizioni economiche che questo rischia di creare, con l’augurio di tornare ad abbracciarci presto».

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