Elezioni, gli anziani presentano il conto: «Ora attenzione alla terza età»


Passate le elezioni è il momento delle considerazioni per il sindacato degli anziani Spi/Cgil Lega Monti Lepini e Terracina. «Abbiamo atteso l’esito del ballottaggio – scrive il referente Lino Bucci –  onde evitare di essere strumentalizzati. Nel corso della campagna elettorale, ivi compreso il ballottaggio, effettuata dalle due compagini si apprestano ad amministrare il Comune di Terracina mai abbiamo sentito proferire il vocabolo “anziani” e/o “pensionati” collegandoli ad un qualche progetto serio e fattibile e mai c’è stato un confronto né con loro né tantomeno con i loro rappresentanti per ascoltare le problematiche da oltre dieci anni attualmente  irrisolte. Nessun accenno neanche da parte di alcuni candidati che in un passato non molto lontano ci sono stati vicino ed il cui attuale atteggiamento ci lascia con l’amaro in bocca.  Stiamo parlando di qualcosa come circa 14.000 cittadini diversamente giovani che oltretutto in questo momento stanno pagando a caro prezzo il covid19. La nostra città ha un indice di vecchiaia pari a 193 (nel 2010 era del 155) il che sta a significare che per ogni 193 anziani ci sono solo 100 giovani. A questo si aggiunga con una natalità che, se togliamo gli extracomunitari, è pari allo zero. Ci sarà un problema? Tutto ciò si aggraverà nei prossimi anni quando si rischierà l’esplosione di una bomba sociale per la mancanza di servizi e strutture per gli anziani. Con coloro che ci amministreranno avremmo voluto confrontarci :

  1. a.sull’invecchiamento attivo e sulla loro vita di relazione essendo questa la forma migliore di prevenzione rispetto all’insorgere di patologie legate alla solitudine ricorrendo in questo modo molto spesso a farmaci e cure sanitarie;
  2. b.sulle politiche sociali , sociosanitarie e socioassistenziali per consentire agli anziani di rimanere presso il proprio domicilio offrendo loro le stesse opportunità degli altri cittadini;
  3. c.di condizioni abitative in quanto da un punto di vista economico sono impossibilitati, visto la vetustà delle abitazioni, ad effettuare i dovuti interventi anche su impianti spesso fuori norma in materia di sicurezza;
  4. d.sull’ambiente affinchè si possa migliorare la loro vita in tema di qualità e quantità del verde pubblico. Dedicando loro terreni per gli “orti urbani”, prevedendo altresi delle palestre pubbliche per attività sportive;
  5. e.sui servizi pubblici spesso difficilmente raggiungibili con gli attuali mezzi messi a disposizione;
  6. f.su di una maggiore partecipazione sociale atteso che la solitudine costituisce una delle maggiori cause del decadimento psicofisico mettendo a disposizione una pluralità di luoghi ricreativi quali ad esempio dei centri anziani che siano tali aventi locali sicuri e proporzionati al numero di iscritti ed alle attività da svolgere. Cosa questa di cui se ne parla da anni ma, fatta la debita eccezione di Borgo Hermada, la soluzione, dopo le numerose promesse, è ancora in alto mare;
  7. g.sulla comunicazione e sulla informazione che devono essere diffuse capillarmente onde raggiungere le persone anziane nelle loro abitazioni e nei luoghi di aggregazione. Un numero verde che fornisca informazioni chiare ed accessibili a tutti anche in materia di truffe e di dipendenze quali ad esempio ludopatia ed alcolismo;
  8. h.sulla legalità e sulla sicurezza vocaboli usati ed abusati con apertura di sportelli che possano assistere, orientare e sostenere quegli anziani vittime di reati;
  9. i.sulla silver economy ,l’unica economia stranamente mai nominata dalla futura Sindaca,  che riguarda il settore economico che si sviluppa attorno ai bisogni delle persone di età superiore ai 65 anni e che in Italia vale circa 200  miliardi di Euro. Economia questa che crea e sta creando lavoro particolarmente per i giovani i quali potrebbero rimanere in questo modo nel nostro territorio.

Come fatto presente più volte, ma senza risultato alcuno, la gran parte delle misure per le quali volevamo essere messe ai primi posti dei loro programmi in tantissimi casi non richiedono modifiche a normative oppure investimenti economici ma la responsabilità di tenere nella giusta considerazione gli anziani, in tanti casi non autosufficienti, ma anche lo loro famiglie che in molti casi si sostituiscono al pubblico. I nostri futuri amministratori, che in molti casi erano i vecchi amministratori, forse non hanno preso nella giusta considerazione che un anziano attivo e partecipe sarà un cittadino più sano che porterà vantaggi economici per la società.

Siamo purtroppo costretti a prendere atto che ancora una volta si è persa una grande occasione per disegnare insieme agli anziani un grande futuro della nostra Terracina».

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