Ex ospedale di San Francesco, Palmacci scrive a Regione e Ministero


Ex ospedale San Francesco, il movimento politico “Insieme a te” scrive a Regione, Asl e Ministero dei Beni culturali e turismo. «Il recupero della struttura» scrive il referente del movimento Arcangelo Palmacci «non è più rinviabile». «L’ex ospedale di via San Francesco  da anni ormai chiuso,  ha avuto un colpo tremendo con lo smantellamento di parte del tetto di copertura  a seguito  del ciclone del 29 ottobre 2018, che tanti danni ha fatto  alla città di Terracina. La struttura di proprietà dell’ASL, un ex convento fondato secondo la tradizione dallo stesso Santo nel 1222, (si conserva il piccolo campanile, dalla caratteristica copertura conica), gravemente danneggiato dalla guerra e adibito ad ospedale tra il 1874 e il 1994, che insiste su un’antica acropoli di epoca romana, non può essere  lasciata in questo degrado, ancora per lungo tempo,  con rischio evidente di crolli. L’associazione ritiene non più  rinviabile  un sopralluogo sul sito da parte del Ministro dei Beni Culturali, del Presidente della Regione Lazio, dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio e del Direttore delle ASL di Latina,  per rendersi conto, anche visivamente,  dello stato di degrado e delle responsabilità civili, penali e non ultimo  morali nel caso di possibili prossimi cedimenti della struttura.

Il complesso dell’ex Ospedale, posto strategicamente su un’altura ai margini del centro storico, comprende numerosi immobili, quasi tutti di epoca romana e medioevale da cui lo sguardo di ognuno può godere appieno  delle bellezze storiche naturalistiche quali: Pisco Montano, il Tempio di Giove, il Porto di Traiano, le Isole Pontine, il Promontorio del  Circeo , il centro storico alto di epoca Romana Medioevale, il centro storico  basso del 1700- 1800 e  il mare con tutte le sue sfumature al variare delle stagioni. Questa bellissima ubicazione dell’ex Convento/Ospedale posto sull’altura, è diventato purtroppo dopo il ciclone del 29 ottobre 2018  il simbolo dell’inefficienza e della vergogna e del degrado ben visibile da ogni angolo della città. I Terracinesi e il mondo della cultura non meritano questo perenne oltraggio e pertanto pone al Direttore Generale dell’ASL di Latina due domande.

  1. Casati, a seguito del tornado del 29 ottobre 2018 l’ASL ha fatto richiesta di finanziamento per il ripristino del tetto crollato? E se si, con quale risultato?
  2. In caso negativo cosa intende fare, il recupero o la vendita dell’immobile?

Penso che la Città meriti una pubblica risposta. I tempi di una lunga attesa  sono ormai finiti e la mancanza di risposte non fa che aggravare lo stato dell’ex ospedale e lo stato di agitazione di tutti i Terracinesi che vedono giorno dopo giorno deperire uno dei simboli più importanti della Cittàı».

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