Festa Sel: “Rispondiamo al festival degli ipocriti”


Sel risponde alle polemiche sorte dopo la festa organizzata a Villa Tomassini. “Terminata la nostra festa di SEL a Villa Tomassini è iniziato il Festival degli ipociti intorno a Villa Tomassini – scivono nella nota – Impazza ormai da giorni, e la pochezza delle considerazioni di coloro che si elevano a paladini dell’ecologia è tale che è giunto il momento di mettere in chiaro molte cose.

In occasione della nostra festa abbiamo fatto istallare una pista da ballo con dei pannelli di legno su un angolo del prato. Avevamo previsto di smontarla dopo tre giorni perché sarebbe servita solo per le prime due serate. Purtroppo le due persone che gratuitamente ci avevano offerto la collaborazione per montarla e smontarla, a festa iniziata hanno avuto un impegno di lavoro fuori città, cosicché abbiamo dovuto smontarla noi stessi, ma siamo riusciti a farlo solo a conclusione della festa. Sì, è stato un infortunio che dovevamo evitare e a cui le nostre limitate risorse finanziarie non ci hanno permesso di rimediare. Consapevoli che l’erba purtroppo si sarebbe seccata eravamo altrettanto sicuri che sarebbe ricresciuta in tempi brevi.

Per quanto riguarda l’erba, si tratta della Agropyron Repens, volgarmente conosciuta come Gramigna, a Terracina semplicemente “Ramegna”. Cresce spontaneamente, semplicemente innaffiando il terreno. Quindi è meglio precisare che a Villa Tomassini nessuno aveva piantato o seminato qualcosa.

Veniamo ai nostri detrattori che in questi giorni si sono letteralmente scatenati al Festival degli ipocriti prendendo a pretesto la “ramegna secca”.

In primis l’ex Sindaco Nicola Procaccini che addirittura si erge a pontificare sul significato profondo di ecologia scritto nel nome del nostro partito.

Vogliamo ricordare al nostro concittadino che la sua disamministrazione non è stata capace in quattro anni di creare un solo centimetro quadrato di nuovo verde pubblico. Attenzione quindi a non confondere, perché i giardini spuntati di recente in via Cambellotti, nella zona dell’ex-prefabbricato, ed intorno al nuovo centro commerciale sono stati progettati dalla giunta Nardi. Il che è tutto dire.

Nicola l’“Ecologista” è stato capace invece di stravolgere lo sviluppo urbanistico del Calcatore cancellando spazi verdi previsti nel progetto originale.

L’Accordo di Programma prevedeva che in cambio della cessione di terreni del Comune ai privati, questi lasciassero alla collettività un asilo nido, una scuola materna, una sala congressi e spazi destinati a verde pubblico.

Durante la sua amministrazione, appunto, quell’accordo di programma è stato stravolto con una successiva conferenza di servizi dove si è deciso di aumentare i livelli di cubatura per permettere la costruzione di altri 21 appartamenti, in piena coerenza con le abitudini delle amministrazioni palazzinare e cementificatrici. Per permettere questo aumento dei volumi per le costruzioni sono stati ridotti, guarda il caso, gli spazi destinati a verde pubblico.

Inoltre, il concittadino Procaccini fa finta di non sapere che il peggior nemico dell’ecologista è l’abusivismo edilizio.

Ebbene, da una recente aeroplanimetria diffusa dalla Regione Lazio risulta che a Terracina ci sono più di tremila cespiti abusivi.

A tal proposito, Nicola l’ecologista non ha mosso un dito contro questa piaga che sta consumando suolo a ritmi devastanti. Anzi, ha fatto finta di non vedere l’abusivismo che ha continuato a distruggere e massacrare il nostro territorio anche durante la sua consiliatura semplicemente per non perdere voti. In altri Comuni virtuosi, per il recupero del territorio si è passati all’abbattimento delle case abusive. Il nostro Procaccini al contrario ha addirittura permesso la vendita degli usi civici gravanti su terreni dove sono costruite case, dando agio ad un’operazione illegittima, in sfregio al divieto previsto dalla legge.

Questo non agire non può che essere giustificato dalla sua vera passione: il cemento.

Quel cemento che i suoi amici della festa del tricolore hanno buttato sull’unico spazio di verde pubblico presente a Borgo Hermada. Purtroppo a quei tempi (appena l’anno scorso) il nostro Nicola non aveva ancora scoperto la sua vena ecologista. Come non gli si era ancora sviluppata quando per far reggere delle assurde pensiline sul lungomare, che non servono assolutamente a nulla, ha fatto immergere piloni di cemento armato direttamente sulla spiaggia.

A tal proposito, ci sembra doveroso premettere, prima che qualche servo ventriloquo confonda le pensiline con gli scivoli sulla spiaggia, come il nostro circolo non abbia mai criticato l’istallazione delle sacrosante discese per i disabili, che non avevano bisogno di piloni immersi nella sabbia per reggersi, ma delle pensiline, cioè degli eleganti ripari per i gabbiani.

Siccome l’elenco delle opere del Nicola l’ecologista è ancora lungo, vedi SUAP, CAVE, C2, IMMONDIZIA e via discorrendo, la descrizione minuziosa proseguirà con i prossimi comunicati stampa.

Il Festival degli IPOCRITI ha impazzato ovunque, anche su Facebook dove paladini della gramigna sono sbucati come funghi nonostante il caldo torrido. Forse sarà stato proprio il caldo anomalo di fine stagione a causare lo sbarellamento onirico che ha profuso così tanta falsa indignazione.

Allora, questi “indignados de noantri” dov’erano quando il centro storico di Terracina alta con tutto il quartiere intorno a Piazza Cipollata è stato inondato di asfalto causando uno scempio, questo si irreparabile?

Dov’erano quando si è permesso di costruire un capannone commerciale a ridosso di importanti reperti archeologici in un luogo dove doveva crescere un parco storico e dove oggi sono rimaste solamente sterpaglie?

Dov’erano quando il parco di Villa Tomassini era una landa desertica prima che cominciasse a rivivere grazie alla pressione mediatica imposta dal nostro Partito che nel frattempo si impegnava ad innaffiarlo quotidianamente ed a ripulirlo prima e dopo la festa?

Perché non si esprimono sull’abbandono dell’Area Ghezzi, sull’abbandono del Montuno, sugli alberi tagliati e mai ripiantati, sulla plastica nei fiumi, sulla verdura in mare, sull’invasione delle blatte nelle case, negli appartamenti, e tante altre ZOZZERIE?

Qualcuno se n’è uscito affermando, udite udite, che danni irreparabili sono stati provocati anche alla Pineta perché è scomparsa l’erba in occasione della festa del PD. Ma questi lo sanno che lì l’erba non c’è mai stata, e che sotto i pini nessuna tipologia di erba riesce a crescere, e che nelle aiuole si cosparge la corteccia di pino proprio per non far crescere le erbe infestanti? Ma questi ci fanno o ci sono?

Nell’attesa del nostro prossimo comunicato su “L’Esplosione della Questione Ecologista Terracinese” annunciamo alla cittadinanza che abbiamo iniziato ad organizzare quello che sarà l’appuntamento culturale, naturalistico, erboristico, ecologista, populista, servilista, qualunquista più importante della città negli anni a venire: il Premio “Paladino della Ramegna”. Sicuri che gli aspiranti a partecipare saranno numerosissimi abbiamo previsto non una cadenza annuale bensì mensile, appunto per soddisfare le prevedibili folle di indignados che si presenteranno allo sportello per le iscrizioni. La data in verità è stata già decisa e in via del tutto casuale è ricaduta sul giorno 6 di ogni mese. Primo premio: PARTECIPAZIONE GRATUITA ALLA “Giornata della Vergogna”, che si tiene lo stesso giorno della nostra premiazione, quindi si arriverà ad evento già concluso. Appunto, è un premio.

Nonostante queste dinamiche ipocrite e qualunquiste, noi del SEL, cercheremo di patrocinare un altro modo di fare politica in questa città proponendo un nuovo metodo, nuovi contenuti, nuove facce e nuove compagini elettorali.

Terracina ha urgentemente bisogno di voltare pagina e di ripartire ed è per questo che speriamo che quest’appello possa avere seguito in chi come noi vorrebbe una città diversa e libera da chi fino ad oggi l’ha semplicemente affossata sbandierando quel vento nuovo mai arrivato se non sulla cartellonistica elettorale”.

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