Festival delle Emozioni, Guzzi ospite all’istituto Bianchini


Venerdì 28 febbraio nell’aula magna dell’Istituto Tecnico “Arturo Bianchini” di Terracina, alle ore 16.30, ci sarà un incontro con Marco Guzzi. Marco Guzzi è stato giornalista della Rai e in seguito a una crisi personale si è dimesso per fondare il movimento “Darsi pace”. È un poeta, un filosofo e uno scrittore stimato. Insegna nelle università religiose. Ha pubblicato molti libri tutti incentrati su quella che lui ritiene la sua missione e cioè liberare l’uomo da una serie di catene che si è autonomamente procurato e che lo fanno soffrire.

Il gioiello del suo lavoro è un movimento che porta il nome “Darsi pace”. Il nome in qualche modo dice tutto. Non ci sarà nessuno che lavorerà per noi, per la nostra tranquillità, per la nostra crescita. Tutto il lavoro lo dobbiamo fare noi. Noi saremo i costruttori della nostra pace. E questo lavoro non è così difficile anche se all’inizio bisogna liberarsi dal grande disordine che abbiamo costruito.

All’inizio bisogna liberare la mente. Bisogna perdere un po’ di catene. Abbiamo costruito una vita in cui il nostro io è disperso e sbriciolato in 1000 bisogni, in 1000 incombenze, in 1000 doveri. Non facciamo che affrettarci, preoccuparci, tormentarci per le cose che dobbiamo fare, o per le cose che non riusciamo ad avere. Il nostro “Io” si disperde in 1000 rivoli; in 1000 necessità. Allora bisogna fare una pausa e guardare dentro noi stessi. Ritrovarci nella consapevolezza del corpo, del respiro, della contemplazione della propria pura essenza, del proprio incommensurabile presente.

In questo il maestro Marco Guzzi si richiama a filosofie e a saperi orientali, come del resto fa la pratica della mindfulness che tanto si è diffusa nel mondo occidentale negli ultimi tempi.

Ritrovare il proprio “Io” dunque. Connettersi con se stessi.

Su questa base poi si può costruire un edificio semplice e gratificante. Si può ritrovare la speranza e il talento. Su un “Io” pacificato si può costruire utilizzando i doni specifici che ognuno porta in dote. In qualche modo Marco Guzzi tiene fede al detto di Pindaro “Diventa chi sei!”

Solo dopo aver liberato la mente e recuperato la nostra identità libera e creativa sarà possibile aprirci ad orizzonti pieni di speranza dove incontrare la spiritualità e, per chi vuole, il messaggio divino.

La fine di questo percorso porta per Marco Guzzi alla meta della spiritualità religiosa. Lui sostiene che comunque il destino dell’uomo è di tipo spirituale, sia esso religioso o laico.

Ognuno si potrà soffermare sui momenti che più lo attirano in questo viaggio. A noi piace sottolineare che Marco Guzzi ha costruito non solo un percorso ideale, ma lo ha realizzato in un viaggio formativo molto definito, addirittura in più anni, in modo da rendere effettivo il cambiamento.

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