Festival delle Emozioni, incontro con l’autrice Chiara Gamberale


Al Festival delle emozioni 2020 incontro con Chiara Gamberale:  Chiusi in casa “Come il mare in un bicchiere”. Viaggio emotivo al tempo della quarantena. L’appuntamento è per il 19 agosto 2020 sul tempio di Giove Anxur. All’ora del tramonto (19.00 – 21.00) Presenterà e stimolerà il dialogo Rachele di Vezza, psicologa e psicoterapeuta.  interverrà il Prof. Fabio Arduini. È necessario  prenotare; accedere al nostro sito: festivaldelleemozioni.it L’evento è gratuito. E’ prevista una consumazione.

Il 19 agosto sulla spianata del tempio di Giove all’ora del tramonto (dalle 19.00 alle 21.00) incontreremo Chiara Gamberale, giovane scrittrice italiana molto famosa. Vogliamo far aprire a Lei questo nostro “Festival delle emozioni dell’anno 2020” che purtroppo non potrà seguire il programma che avevamo prefigurato prima che il virus bussasse alla nostra porta.

Chiara Gamberale ha raccontato in un veloce ed intenso libro le emozioni della sua quarantena. Il libro porta il titolo “Come il mare in un bicchiere” (Feltrinelli 2020).

È la storia della sua vita nei mesi in cui l’Italia è rimasta chiusa per il virus. La storia delle emozioni di una mamma alle prese con una figlia di due anni e di una donna intenta a combattere con i fantasmi che occupano la nostra vita, sia nella normalità, che nella quarantena.

Curiosamente il nome che Gamberale ha dato a sua figlia è “Vita”.  È un messaggio di speranza. Dopo la notte di nuovo sorgerà “l’aurora lucente”.

Altri argomenti si affollano nei giorni della solitudine: l’amore (… perché se c’è una cosa, una soltanto che ho capito dell’amore, è che non ci dà mai quello che meritiamo, ma ci dà sempre quello che pensiamo di meritare. …), il futuro (… chi lo sa in quale vizio, in quale indolenza, in quale arabesco del suo carattere questa primavera del 2020 andrà a germogliare.), i ricordi, le paure, ecc… Chiara Gamberale ci accompagnerà in una riflessione sulla nostra vita e sulle nostre emozioni, in questi tempi difficili, ma pregnanti di possibilità.

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