Fondi per l’erosione della costa, Senesi: «Serve un modello di rigenerazione»


La Regione Lazio di stanziare importanti fondi al fine di prevenire e contrastare il processo di erosione della costa nel programma generale per la difesa e la ricostruzione dei litorali e il quadro degli interventi prioritari 2019 2021. Il presidente dell’associazione Ala Sociale Marco Senesi spera che questa iniziativa possa essere un passo decisivo per risolvere l’annoso problema dell’erosione costiera. «Spero che la Regione sia finalmente orientata verso un nuovo e più duraturo modello di rigenerazione della costa. Il posizionamento delle barriere a mare infatti, ha prodotto dei danni importanti su tutto il litorale. La causa principale, è stata quella di allontanare la corrente detritica dalla costa, ma non solo, perché ad aumentare questo fenomeno sono state le costruzioni dei bracci dei porti che hanno allontanato da una parte la corrente dalla costa, e dall’altra l’hanno ”lanciata” con una forza maggiore, contro altre coste. E’ cosa nota infatti che il fenomeno più importante e causa dell’erosione non sono solo i marosi invernali, ma le correnti sotto costa. Il posizionamento di pennelli in acqua è un modello assolutamente superato poiché, a seguito della suddetta corrente, creano da una parte l’ostacolo allo sfogo della stessa e da un’altra ne alimentano la forza. Creando così, un vortice, che non fa altro che risucchiare la sabbia da una parte per andare poi a depositarla nella conca successiva. Producendo così lo svuotamento di un tratto di costa e un incremento eccessivo di un latra. Un po’ quello che succede alla bocca del nostro porto: Il fenomeno di decompressione della costa e compressione della spiaggia di levante. Per quello che riguarda poi il tecnoreef non si tratta assolutamente di cemento armato ma di “tecnoreef” appunto un materiale ideato e studiato per uniformarsi all’ambiente marino. Sbagliato anche pensare che questo modello sia una cosa buona solo per la fauna marina. (E sulla parola “solo” ci sarebbe tanto da dire) Perché l’effetto delle piramidi in tecoreef, e la nostra costa ne è testimone grazie al progetto sperimentale dell’università di Pisa fuori la foce di Badino, è quello di incrementare e favorire le praterie di posidonia, elemento fondamentale per la vita del nostro mare,  ma anche deterrente naturale contro i marosi invernali. Le piramidi andrebbero supportante poi,  dal riposizionamento di sacchi in mare al fine  di attenuare la corrente sotto costa e come forma di contenimento della sabbia sull’arenile. Per quello che  riguarda poi, la nostra di costa, c’è un ulteriore problema generato dall’ultimo ripascimento. Ovvero il volume dei sassi scaricati sulla spiaggia. Lo stesso volume per un principio di fisica se buttato in acqua affonda ma se ricoperto di sabbia galleggia. Quindi prima di pensare di sparare nuova sabbia sull’arenile è necessario ridurre il volume. Solo allora, dopo aver completato la fase di posizionamento delle piramidi, quello dei sacchi e dopo aver ridotto il volume dei sassi sull’arenile si potrà procedere a portare nuovo sedimento, questa volta autoctono, prelevandolo dove si è andato maggiormente a depositare. Il progetto prevedere inevitabilmente un supporto di gestione e manutenzione». 

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