Fragola favetta, l’allarme della consigliera Speranza


Una delle “new entry” nel paniere dei prodotti di eccellenza dell’ortofrutta Terracinese, la fragola denominata favetta, rischia di scomparire dalle nostre tavole. Ad intervenire sul grido di aiuto dei produttori della favetta, agricoltori e cooperative, è la consigliera comunale della Lega di Terracina Anna Maria Speranza. Così la consigliera: «Dopo essermi spesa per il riconoscimento della denominazione comunale della fragola favetta, vedere in sofferenza i produttori mi prostra. Intervenga a favore di questo prodotto di alta qualità il Comune, la Regione e lo Stato. Senza aiuto ai produttori l’emergenza Coronavirus rischia di travolgere tanti operatori che sulla favetta hanno investito. Il prodotto è, purtroppo, altamente deperibile e quindi va collocato subito quando è ancora fresco di raccolto. Ristoranti , gelaterie, pasticcerie e mercati rionali chiusi, ormai da molti giorni, hanno inciso negativamente sulla richiesta di questo prodotto. La Grande Distribuzione privilegia fragole straniere a discapito del prodotto locale di miglior qualità come la nostra favetta. Il poco prodotto assorbito dalla grande distribuzione viene spesso sottopagato. L’agricoltura che di questi tempi ci fa mangiare stranamente è in crisi per anomalie di mercato. Perché dobbiamo importare il latte della Germania se i nostri produttori sono in grado di produrre quanto ci basta? Regole europee si risponde. La mozzarella di bufala non trova più mercato perché la ristorazione ha chiuso. La floricoltura piange perché i mercati europei non assorbono la produzione. Possibile che solo noi italiani siamo così sfortunati? Se è così allora intervenga la Regione e lo Stato con un sostegno ai nostri agricoltori ed allevatori. Si intervenga subito. Si integri il sostegno agli allevatori e floricoltori e si dia sostegno all’ortofrutta favetta in testa. Se i nostri agricoltori incrociano le braccia le nostre tavole saranno vuote. In ultimo mi sento di condividere appieno la proposta avanzata da Salvini, per ovviare alla carenza di manodopera in agricoltura, di reintrodurre i voucher».

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