Via Francigena, il Wwf lancia l’appello: «Cercare un riconoscimento europeo»


«Nonostante le difficoltà burocratiche e il disinteresse di alcune amministrazioni la via Francigena del sud (direttrice Appia) sta prendendo quota». Il Wwf affida a una lunga nota pubblicata sul suo sito internet il punto della situazione per quanto riguarda le sorti della via Francigena e il suo richiamo turistico-culturale anche per la città di Terracina.

«Occorre essere grati al Gruppo dei Dodici (tra i fondatori ricordiamo Emilio Selvaggi e Albero Alberti) se la Via Francigena lungo l’Appia si sta inserendo di diritto tra i grandi cammini europei. Più di dieci anni fa, nell’indifferenza di tanti, un gruppo di persone forti della conoscenza della storia dei luoghi e dei percorsi tradizionali prossimi o sovrapposti al tracciato dell’Appia antica inventarono una via, la via francigena del sud-direttrice Appia. Nel corso degli anni hanno accompagnato comitive di camminatori italiani e stranieri che riportavano alle loro case il ricordo di panorami straordinari, di opere artistiche e architettoniche mirabili, di una natura sempre splendida e di prodotti enogastronomici molto apprezzati  (la tappa di Terracina si concludeva alla Rimembranza dove i volontari del WWF accoglievano i camminatori con moscato e ciambelle di magro e, nella stagione, con la classica favetta). Nel passare tra i resti antichi i camminatori, ora come allora, sono coscienti di trovarsi immersi nella Storia. Il loro camminare è guidato da segnali posti dai volontari La tappa Terracina-Fossanova prima che la Regione scegliesse il tratto pedemontano passante per La Fiora attraversava il Monumento naturale regionale di Camposoriano che esaltava i camminatori con il suo campo carsico e la ricca vegetazione. Nella stagione opportuna si cammina tra fioriture di orchidee spontanee».

«Oggi – proseguono gli ambientalisti – il cammino è frequentato anche senza l’ufficialità di un riconoscimento europeo che però va cercato; lo testimoniano le numerose richieste di ospitalità che vengono dirette ai volontari del WWF, che continuano il lavoro portato avanti da Emilio Selvaggi. L’impegno iniziale nel Gruppo dei Dodici ha permesso a Oreste Polito, un grande camminatore e guida (ha percorso due volte il cammino Roma-Santa Maria di Leuca), di scrivere in collaborazione con l’archeologa Lucia Deidda una guida molto dettagliata dell’intero cammino. Sabato 16 marzo a Fossanova si ripeterà la Festa francigena con un programma che prevede due camminate e un convegno; questo dovrà servire a trovare la soluzione delle difficoltà poste dalla Regione Lazio in merito al tratto Terracina-Monte san Biagio ritenuto pericoloso dalla cava all’Epitaffio».

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