Frosinone-Mare chiusa, l’appello dell’Ascom: «Fare presto, gravi danni per il commercio»


La Frosinone-Mare chiusa nel tratto che porta dallo svincolo del Frasso a Terracina è un danno gravissimo per l’economia. Lo sostiene in una nota l’Ascom Confcommercio di Terracina che rompe il silenzio e interviene sui lavori “infiniti” della superstrada. Principale via di collegamento fra la Ciociaria e il litorale. Il presidente dell’Ascom di Terracina, Giovanni Amuro, ammonisce i responsabili. I lavori di consolidamento del viadotto Anxur, partiti a metà dicembre, dovevano concludersi in poche settimane. Poi, rinvio dopo rinvio, era stata data l’indicazione del 30 marzo. Manca una settimana e l’impressione è che non si è usciti dall’impasse. Anzi. Le ultime notizie dicono che nei prossimi giorni ci sarà un vertice tra Anas e ditta esecutrice dei lavori proprio per risolvere la questione. Ogni giorno che passa in queste condizioni – è ovvio – rappresenta un grave danno per l’economia cittadina.

«Le infrastrutture di un territorio sono la base per un’economia produttiva e per la mobilità personale dei cittadini» dichiara Amuro. «In un’economia sempre più globale, caratterizzata da mercati aperti e da una forte concorrenza, le imprese necessitano di collegamenti efficaci per restare competitive, non possiamo pertanto permetterci di restare isolati. L’arteria di collegamento con la provincia di Frosinone e l’intero Paese attraverso l’accesso autostradale, è per il nostro territorio fondamentale. Viste anche le condizioni del manto stradale della Pontina. Il nostro territorio, e soprattutto la nostra città vivono di turismo, la chiusura prolungata di uno snodo viario cosi importante provoca alle nostre attività notevoli danni economici».

Fatte le dovute premesse, l’Ascom lancia un appello all’amministrazione comunale affinché faccia pressing sulle autorità competenti perché i lavori non vengano ulteriormente prolungati. «La chiusura sta provocando pesanti disagi a cittadini, pendolari, studenti, costretti a percorrere strade alternative con carreggiate ridotte e inadeguate, per immettersi sulla superstrada, e alle tante attività commerciali del nostro territorio».

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