Frosinone-Mare, timori e proteste. Sciscione: «Denuncia se salta l’apertura»


Non c’è pace per la strada Frosinone-Mare, la statale 699 chiusa dall’imbocco dell’Appia al Frasso per lavori di consolidamento del viadotto Anxur. Mentre si riavvicina la data di riapertura annunciata e prevista per il 25 maggio, torna l’incertezza sulle sorti dell’importante arteria stradale, principale punto di collegamento fra Terracina e i paesi Lepini e della Ciociaria.

Chiusa a dicembre, la strada doveva essere riaperta in meno di un mese. Ne sono passati sei, col timore adesso che possano trascorrerne altri senza che si muova una foglia. Eppure le scorse settimane gli operai avevano ripreso a lavorare. Ma evidentemente qualcosa è andato storto. Nel frattempo il traffico continua a essere deviato nelle strade interne tra il Frasso e La Fiora. Strade di campagne che si sono ritrovate all’improvviso a dover sopportare un flusso di veicoli anomalo e difficile da gestire. Di fronte alle nuove preoccupazioni, sul portale online del CCISS non ci sono novità: l’ultimo avviso resta quello di alcune settimane fa quando si indicava la riapertura del primo tratto di Frosinone-Mare per il 25 maggio. Ma intanto i timori hanno provocato la reazione anche del presidente del Consiglio comunale di Terracina Gianfranco Sciscione.

«Se il 25 maggio la strada non sarà aperta – scrive su Facebook – bisognerà urgentemente presentare un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Latina per accertare i veri motivi della mancata riapertura. Ma i dirigenti dell’Anas conoscono il danno che stanno facendo alla città di Terracina? In questi sei mesi l’Anas ha provveduto a mettere in sicurezza le uscite secondarie che portano sull’Appia? La risposta è no». Sciscione definisce vergognosa questa situazione e pretende una risposta immediata da chi di dovere. Anche perché l’estate è alle porte, e tenere chiusa una via d’accesso così importante può rappresentare un danno incalcolabile per l’economia dell’intero litorale.

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