Functional Training – Ultima frontiera della preparazione atletica


Il concetto di allenamento nella preparazione atletica, troppo spesso, viene considerato lineare, ovvero si tenta di condizionare un determinato distretto muscolare con lo scopo di aumentare la forza nel suo ROM (Range of Motion), dove per “forza” dobbiamo intendere la sua accezione lata, ovvero: forza veloce, massima, esplosiva ecc.. Le capacità dell’atleta vengono senz’altro migliorate ma si dimentica che ogni atleta nel suo sport esegue gesti condizionati dall’ambiente circostante, dallo spazio e dagli equilibri ricercati che determinano, sovente, proprio una perdita di equilibrio e la sua nuova ricerca. Qualora l’atleta non fosse preparato ad esercitare il miglior controllo ne verrebbe inficiata la resa atletica. Inoltre, quando alcuni tipi di sforzo richiedono una condizione di stabilità ancora più precaria, come ad esempio il controllo del corpo su un solo arto, l’atleta può anche andare incontro a severi infortuni.

L’allenamento funzionale nasce per la rieducazione degli atleti infortunati ma, nel tempo, si è valutato che, migliorando l’analisi della dinamicità dei gesti atletici uniti ad una base di preparazione fisica di body building, tale tipologia di allenamento non era soltanto valida per il recupero dagli infortuni ma anche per ottenere performance atletiche notevoli in soggetti sani.
Il functional training può essere definito, quindi, come “la massima espressione del controllo del corpo nello spazio con ricorso ad elevate capacità stabilizzanti e adattative a sollecitazioni imposte dal contesto dell’esercizio”. In altre parole, è la continua ricerca di equilibrio che utilizza come strumento di base la propriocezione, stimolando la muscolatura profonda per mantenere la posizione e incrementando quindi le potenzialità del gesto atletico.

Il functional training è diviso in quattro punti fondamentali alla ricerca della forza funzionale, ovvero, la capacità di simulare al meglio in palestra il gesto atletico, portandone l’espressione al massimo livello tramite la migliore efficienza neuromuscolare nello spostamento del carico. Ciò consente, infatti, il miglior allenamento funzionale alla ricerca di specificità piuttosto che di genericità degli allenamenti. Questi quattro punti nascono dalla consapevolezza della complessità del movimento umano e dall’impossibilità di allenamenti specifici se non in simulazione gara. Essi sono:

1. Catene cinetiche funzionali. Allenare queste catene muscolari significa andare oltre ai classici movimenti a coinvolgimento muscolare analitico i quali presentano i seguenti difetti:

  • Monoarticolari
  • non danno stimoli propriocettivi
  • non hanno particolari difficoltà coordinative
  • isolano troppo i distretti muscolari
  • non riescono a coinvolgere le catene cinetiche funzionali
  • ridotto coinvolgimento metabolico
  • bassa frequenza cardiaca
  • lattato non è molto alto e tipicamente locale
  • non ripercorrono gli schemi naturali del movimento

Di contro i pregi del movimento analitico sono la forza massima.

2. Richiesta di controllo motorio

  • Il functional training conferisce positivi effetti neuromuscolari dell’allenamento della forza funzionale usando macchine, cavi e attrezzi soprattutto non vincolati. Infatti, l’allenamento effettuato in condizioni instabili è ottimale per determinare un adattamento dei sistemi di controllo motorio ed per ottimizzare la strategia motoria. Quindi, poiché questi esercizi multi-articolari in condizioni dinamiche instabili sono molto simili ai gesti atletici e alle attività sportive ricercate ne consegue non solo un aumento della forza ma anche l’ottimizzazione inter-muscolare della strategia motoria.

3. Attività della cintura addominale

  • E’ fondamentale rinforzare, sempre simulando i movimenti sportivi con caratteristiche di dinamicità, una parte molto importante del “core” (torso): la cintura addominale. Il core è tutta la parte centrale del corpo, ovvero il torso, ed è deputato a trasferire i movimenti agli arti inferiori e superiori; nel suo ambito, tuttavia, la cintura addominale riveste un ruolo determinante. Infatti, si parla di link del core intendendo la cintura addominale come l’anello di congiunzione dei movimenti e di trasferimento del core per la sua capacità agli arti inferiori e superiori.

4. Similitudine alla struttura di movimento naturale o obiettivo in termini cinematici e cinetici

Come noto, nella capacità di forza, la ricerca della forza massima è data dall’entità del sovraccarico spostato, mentre la forza dinamica massima è data dalla velocità di spostamento del carico. La ricerca della forza funzionale, invece, tende all’efficienza neuromuscolare nello spostamento del carico tramite il functional training che diventa l’anello di congiunzione per la massima resa del gesto atletico. Ad ogni modo, gli aspetti di forza massima e forza esplosiva non vengono trascurati affinché l’atleta sia completo.

In sintesi:

L’allenamento funzionale:

  • non è condizionale per l’atleta e la velocità e la fatica sono inversamente proporzionali alla coordinazione
  • non è specifico
  • è il passaggio dall’allenamento condizionale a quello coordinativo
  • si allena sempre ma in forme variabili

La sua caratteristica fondamentale è la “perturbazionemotoria adattata e i suoi fini sono:

  • Aumento della capacità di controllo motorio speciale
  • Ricercare lo sviluppo delle capacità coordinative specifiche
  • Esercitare un transfert naturale della forza dal gesto verso l’azione motoria
  • Aumento del rendimento
  • Prevenzione degli infortuni

Un esercizio si definisce, quindi, funzionale quando rispetta almeno 3 dei 4 punti fondamentali che riassumiamo in:

  • Catene cinetiche funzionali
  • Richiesta di controllo motorio
  • Attività del core
  • Similitudine alla struttura naturale od obiettivo di movimento

In uno dei prossimi articoli intervisteremo il preparatore atletico e personal trainer Luca Madaluni, fautore del functional training, e titolare della palestra ONE, per cercare di capire in termini pratici come riuscire nell’allenamento funzionale.

Bibliografia: Elav Institute – www.mypersonal-trainer.it

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