Graduali riaperture per le imprese, la sfida per l’inizio della fase 2


Nel pomeriggio di ieri martedì 14 aprile si è tenuto, in modalità videoconferenza, un incontro tra il Presidente Zingaretti, il Vice Presidente Leodori e tutta la Giunta con tutte le Associazioni datoriali di categoria, i Sindacati, l’ABI Lazio, l’ANCI, le Camere di Commercio e UPI.

Presente il Presidente Regionale e Consigliere Nazionale di Confcommercio Giovanni Acampora. “Solo l’inizio di una serie di incontri che avranno l’obiettivo di programmare le riaperture previste nella “fase 2” e che dovranno avvenire, nel Lazio, in massima sicurezza” – dichiara il Presidente Acampora. “Bisogna essere pronti, appena le condizioni sanitarie lo permetteranno, gradualmente dal 4 maggio in poi, con una serie di misure che vanno dal contingentamento degli ingressi nelle attività commerciali alla realizzazione di infrastrutture di sicurezza.”

“Oggi ho avviato un nuovo percorso – dichiara il presidente Zingaretti – “cominciare a discutere sulla fase che con tutta probabilità partirà dal 3 maggio in poi per le riaperture. L’obiettivo è chiaro: la riapertura dovrà avvenire con la massima sicurezza di chi produce e la massima sicurezza per chi consuma. Dal 3 maggio fabbriche ed esercizi commerciali non saranno più quelli di prima, e pertanto si dovranno organizzare.”

Una vera e propria sfida quella lanciata dal Presidente Zingaretti nel corso della riunione, alla quale non si sottrae il Presidente Acampora e Confcommercio che la accolgono e anzi rilanciano. “Questo virus ha messo, il Paese, le imprese davanti a una grande sfida che potrebbe essere, come ha sottolineato il presidente Zingaretti, anche l’inizio di una vera e propria rivoluzione imprenditoriale. Bisogna ripartire anche con modalità differenti rispetto al passato. Noi siamo pronti a metterci in gioco e, come sempre, siamo pronti a fare la nostra parte.”

Il presidente Acampora, nel suo intervento, fa una analisi dei dati del mese di marzo elaborati dal centro studi di Confcommercio che confermano un crollo vertiginoso dei consumi e dei fatturati delle imprese. “- 100% dei consumi nel settore dell’abbigliamento, – 95% di presenze straniere nel settore del turismo, -82% delle vendite di automobili, – 68% le vendite dei bar e ristoranti. Riferendosi poi ai provvedimenti messi in campo “sono insufficienti, alle imprese occorre immediatamente liquidità, quella vera, senza alcuna burocrazia e massima semplificazione”. Bisogna assolutamente, come afferma il presidente Sangalli, “integrare le garanzie dello Stato con degli indennizzi e contributi a fondo perduto”. E’ bene ricordare che la chiusura delle attività, non è stata determinata delle imprese, ma le imprese l’hanno subita totalmente; non è da imputarsi dunque alla loro volontà piuttosto che ad errate politiche imprenditoriali, purtroppo è accaduto a seguito di un evento eccezionale e imprevedibile”.

Acampora ha poi ribadito con forza “le imprese devono iniziare a riaprire non appena le condizioni sanitarie lo permetteranno. Bisogna – come ha sottolineato il Presidente Zingaretti – sulla cui analisi e preoccupazioni siamo totalmente d’accordo, predisporre protocolli sanitari, organizzativi e tecnologici, per ripartire presto e bene, perdurando questa situazione il sistema Italia-Paese rischia il collasso e una fase irreversibile di non ritorno”.

“Bisogna semplificare e sburocratizzare con ancora più forza, lodevole l’impegno della Regione e degli Assessorati ma la macchina amministrativa non è messa a punto per le situazioni eccezionali avendo vissuto per anni situazioni di ordinarietà; ciò sta determinando ritardi e disguidi sulle tempistiche, una per tutti, la cassa integrazione in deroga dove un ottimo accordo sindacale a mio avviso tra i migliori d’Italia, e una task force imponente stentano a far fronte alle migliaia di pratiche presentate”. “In sintesi, meno annunci e meno clamore, più fatti e soprattutto concretezza, agire rasoterra, capendo le esigenze delle imprese e utilizzare i media soltanto laddove ci siano comunicazioni reali, ufficiali che non ingenerano confusione nelle imprese e nei cittadini e soprattutto semplificano la loro vita non creando false aspettative che poi purtroppo non possono essere rispettate”.

Zingaretti sottolinea come “ognuno di noi deve mettersi in testa che la vita e le attività come le conoscevamo prima non ci saranno più fino a quando non ci sarà un vaccino, e poiché i tempi non saranno brevi, bisognerà organizzarsi.”

Proprio su questa dichiarazione si sofferma l’analisi e le proposte messe in campo da Acampora. “Abbiamo tempo fino al 3 maggio per permettere a tutti di ripartire nel massimo della sicurezza, Confcommercio Lazio ci sarà su tutti i temi, e con tutte le categorie”.

“Il Lazio ha 480 chilometri di costa, con innumerevoli stabilimenti balneari e spiagge libere con servizi, sui quali bisogna intervenire subito, sollecito un tavolo tra le Regioni per poter disporre di una disciplina unitaria a livello nazionale, superando le varie ordinanze regionali, sulla cui legittimità nutro seri dubbi, e mettere in campo una disciplina nazionale unitaria che consenta da subito manutenzione ordinaria e ripascimento che insieme alle misure di sicurezza e contenimento permettano, di poter riprendere l’attività in sicurezza”.

“E ancora partendo dall’ultimo decreto ministeriale, c’è un chiaro invito da parte del Governo – con l’allungamento delle giornate dovuto entrata in vigore dell’ora legale e con le temperature in aumento – a estendere gli orari dei negozi di generi alimentari durante la settimana in modo da consentire uno smaltimento delle file; chiedo un tavolo unitario tra associazioni datoriali e sindacati dei trasporti affinché si possa creare una disciplina unitaria tra la chiusura dei mezzi pubblici, prevista attualmente alle 21 e la chiusura delle attività alimentari, per superare l’ostacolo del ritorno a casa dei dipendenti con i mezzi pubblici e estendere l’orario degli esercizi alimentari attualmente previsto 8.30 19.00. E’ necessario altresì prevedere e disciplinare l’asporto oltre che il delivery e ampliare sempre per i pubblici esercizi, attraverso un lavoro di coordinamento con i Sindaci, l’occupazione del suolo pubblico al fine di favorire e consentire il distanziamento sociale”.

Il presidente Zingaretti con riferimento ai pubblici esercizi e bar ha ufficialmente annunciato che chiederà, “con una nota ai Sindaci di favorire deroghe per raddoppiare l’occupazione del suolo pubblico”.

Acampora continua la sua analisi sui temi “bisogna concedere agli operatori dei mercati di organizzarsi mettendo in campo misure di prevenzione e di sicurezza per lavoratori e utenza consentendone la riapertura”. “Sulle librerie si è confermata la riapertura al 20 aprile per mettere in pratica protocolli di distanziamento sociale e presidi sanitari che consentano una apertura in totale sicurezza”.È in corso una vera sfida, dove tutti dovranno fare la propria parte tra innovazione e prevenzione, bisognerà mettere in campo idee innovative, considerando che i settori dove occorrerà un maggiore sforzo sono quello alberghiero, della ristorazione, del turismo culturale, dei cinema e dei teatri. I prossimi giorni saranno di intenso lavoro tra sindacati e Associazioni datoriali per mettere a punto le necessarie misure che dovranno rendere agibili e sicuri i luoghi di lavoro”.

“Con i sindacati partiamo – come ha sottolineato ottimamente nel suo intervento il Segretario regionale della Cisl Enrico Coppotelli – dall’accordo sindacale del 14 marzo che ha consentito l’apertura in sicurezza dei negozi di generi alimentari e dall’intesa tra Fca e sindacati per le fabbriche di automobili; questi gli esempi da seguire”.

Da ultimo il Presidente Acampora, sottolineando gli ingenti costi a carico delle imprese per adeguarsi ai nuovi protocolli di sicurezza, ha lanciato una sfida al Sistema Camerale: “utilizzare gli avanzi patrimonializzati che ammontano a svariati milioni di euro (solo le Camere di Commercio di Latina e Frosinone 7mil di euro, dati al 2018) mettendoli a disposizione delle imprese attraverso bandi per finanziamenti a fondo perduto per consentire alle imprese di dotarsi di presidi di sicurezza per la riapertura (divisori in plexiglas, mascherine, gel, santificazione ambientale, guanti ecc.; che sia chiaro che ognuno deve fare la sua parte e che le misure da mettere in campo devono essere utili, non servono bandi per contributi a fondo perduto per pagare gli interessi sui finanziamenti, piuttosto che utilizzare gli stessi per eventuali garanzie, occorrono misure reali, tangibili e soprattutto UTILI.

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