Il fantasma elettorale


Pare dormire sonni tranquilli il “fantasma elettorale”, che fece parlare di sé esattamente 20 anni fa, in occasione delle consultazioni politiche, che segnarono la linea di demarcazione tra la Prima e la Seconda Repubblica. L’inquietante presenza ci venne allora testimoniata da un agente delle forze dell’ordine in servizio di vigilanza. Eccone il racconto in esclusiva, riemerso per puro caso tra gli appunti del tempo andato (all’epoca, la presenza di una scuola suggerì l’opportunità di non riportare la notizia):

«…già l’altra notte avevamo sentito degli strani rumori come di banchi che si spostavano. Ieri, poi, ne è seguito un fatto inimmaginabile. Io ero sveglio sulla brandina, mentre il mio collega dormiva. Ci trovavamo in un tratto di corridoio che era al buio. Tutto il resto, però, era illuminato in modo da garantire il controllo dei seggi chiusi. Ad un tratto si è materializzata vicino a me un’immagine. Ricordo che era di altezza media. L’individuo, un uomo, portava giacca e pantaloni. Ho svegliato il mio compagno. Tutto agitato, gli ho chiesto di guardare la figura. L’essere aveva intanto cominciato ad andarsene via. Camminava con passi lenti, cadenzati. L’abbiamo inseguito per alcuni metri. Noi eravamo a piedi scalzi. Ad un certo punto ne abbiamo perso le tracce. Si era dileguato nel nulla».

Dopo la visione, subentra la preoccupazione che quel qualcuno che avevano visto potesse essere una sabotatore. Un’occhiata circospetta tutt’intorno: ogni cosa si trova al suo posto, non c’è alcun segno di manomissione. La circostanza da una parte tranquillizza, dall’altra fa nascere un senso di angoscioso mistero. Chi era allora quell’estraneo che si notato?

Il resto della notte fu passato in bianco. L’indomani la notizia fa il giro del seggio. Un gruppo di “ghostbusters” venuti appositamente da Latina tenta di svelare l’arcano, ma l’episodio si tinge ancora di più dei colori della suspence. Tutti (funzionari di polizia compresi) vogliono conoscere l’accaduto e allora i due “protagonisti” sono costretti a ripetere, fino alla nausea, il racconto di quella notte da incubo. Tutto qui? Nemmeno per sogno. Sì, perché man mano altre fonti le più disparate arricchiscono l’atmosfera di altri segni enigmatici. Resoconti di inquietanti presenze, concretizzatesi fisicamente nel passato attraverso rumori, movimenti, scomparse (in particolare, il clangore delle catene trascinate da un monaco, fatto imprigionare dal Papa per chissà quali malefatte), naturalmente innaturali e, quindi, inspiegabili. Come quella scheda, che sembrava essersi volatizzata durante lo spoglio (una birbonata dello spettro?). Comunque, complice quello strano essere, che da allora venne chiamato “il fantasma elettorale”, il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica venne vissuto con scarsa attenzione. Ben più intrigante era un altro argomento. La vicenda riemerge oggi dal silenzio, per riproporre i dubbi di allora nel ventennale della “comparsa”. Per il resto, la circostanza che l’antico palazzo papale non sia più sede di seggio per le consultazioni assicura che il “fantasma elettorale” non troverà modo di manifestarsi alle prossime europee, essendosi consegnato al silenzio anonimo di un giusto pensionamento.

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