Il mistero dello Sportello agricolo, Senesi scrive alla Regione


Che fine ha fatto lo Sportello agricolo di Borgo Hermada? Perché, al di là delle promesse (mai mantenute) questo importante servizio resta chiuso? Queste le domande che Marco Senesi, presidente dell’associazione A.La. Sociale, rivolge a Enrica Onorati, assessore all’Agricoltura della Regione Lazio.

«Quella dello Sportello Agricolo di Zona aperto per anni a Borgo Hermada e poi improvvisamente chiuso – scrive Senesi – è una vicenda che si trascina già da qualche anno senza riuscire a vederne una soluzione definitiva. In realtà la riapertura era stata annunciata per il settembre 2013 ma da quella data tante cose sono state fatte: Incontri, comunicati e sopralluoghi. Un lungo percorso che noi come Associazione abbiamo vissuto  in prima linea insieme all’Amministrazione Comunale e al prezioso contributo del Consigliere Regionale Enrico Forte da sempre vicino alle dinamiche del nostro territorio. Si era pensato  inizialmente infatti,  di utilizzare gli Uffici U.M.A. del Comune di Terracina,  per collocare all’interno degli uffici comunali lo sportello dedicato all’agricoltura, con dipendenti regionali. Attraverso una convenzione infatti stipulata tra Comune e Regione si divideranno le competenze e anche le utenze».

Si è deciso invece poi di ripristinare lo sportello agricolo negli uffici della Regione. Sono così stati effettuati i lavori che  hanno compreso : lavori interni, pavimentazione, cablaggio e 11 postazioni approntate. Insomma pare essere tutto pronto e non capiamo per quale motivo lo sportello non torni a funzionare. Lo sportello, come Lei ben saprà, rappresenta un punto di riferimento importantissimo per l’economia del nostro Territorio. Si parla spesso e giustamente di vocazione turistica della nostra Città ma si dimentica il grande patrimonio presente da sempre sul nostro territorio rappresentato appunto della tante aziende agricole e coop. Un realtà che ha saputo resistere alla crisi economica e che continua a produrre un fatturato importante per l’economia di questa città.

«Riaprire lo sportello agricolo – conclude l’associazione – vuole dire tornare a dare voce ad un mondo imprenditoriale fatto di 9500 aziende agricole, 50 cooperative ortofrutticole, 100 tra aziende vivaistiche, frantoi, industrie olearie e caseifici.  Vorrebbe dire tornare a dare informazioni per i servizi Psr e Feamp (Programma di sviluppo rurale e Fondo europeo affari marittimi  e pesca).Ma non solo. Il nuovo sportello agricolo potrebbe essere utilizzato anche per convegni e conferenze destinati soprattutto ai più giovani  imprenditori al fine di creare una nuova e più moderna consapevolezza della tutela e della gestione delle risorse e  del territorio».

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